Sei in: Home » Comune » Statuto Comunale » Titolo III

Statuto Comunale

TITOLO VI: ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE - Consultazione, partecipazione, accesso


Art. 84: Partecipazione popolare

  • 1. Il Comune informa la propria attività ai principi della partecipazione dei cittadini elettori e dei cittadini residenti, sia singoli che associati, per assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’azione amministrativa.
  • 2. A tal fine il Comune promuove:
  • 2.1. organismi di partecipazione dei cittadini nell’amministrazione locale;
  • 2.2. il collegamento dei propri organi con gli organismi di partecipazione;
  • 2.3. forme di consultazione su problemi specifici sottoposti all’esame degli organi comunali;
  • 3. Con apposito regolamento è stabilita la disciplina, la forma ed i termini delle predette partecipazioni, l’esercizio del diritto di udienza, la presentazione di petizioni e/o proposte, nonchè l’utilizzo di appositi servizi o strutture da parte delle libere associazioni

Art. 85: Il diritto di udienza

  1. Ai cittadini, agli organismi di partecipazione ed alle libere associazioni è riconosciuta la partecipazione all’attività del Comune oltre che nelle forme previste dai successivi articoli, anche attraverso l’esercizio del diritto di udienza, come una forma diretta e semplificata di tutela degli interessi della collettività.
  2. Il diritto di intervento dei cittadini a mezzo del diritto di udienza si distingue dal diritto di accesso o di ricevimento da parte degli organi istituzionali e burocratici, perchè è indirizzato non ad assumere o fornire informazioni, ma ad assolvere alla funzione di strumento di partecipazione esplicita garantita ai cittadini singoli ed associati.
  3. L’udienza deve essere richiesta per iscritto con l’indicazione dell’oggetto e deve avere luogo entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta.
  4. Dello svolgimento dell’udienza dovrà essere redatto apposito verbale che sarà inserito nel relativo fascicolo e richiamato in tutte le successive fasi del procedimento.

Art. 86: Istanze e Petizioni

  • 1. La partecipazione popolare all’azione amministrativa è consentita anche con la presentazione, da parte dei cittadini singoli o associati, di istanze e petizioni per sollecitare l’intervento in questioni di interesse generale:
  • 1.1. le istanze sono finalizzate a sollecitare informazioni, chiarimenti o provvedimenti su questioni di carattere specifico;
  • 1.2. le petizioni, per sollecitare informazioni, chiarimenti o interventi su questioni di carattere generale.
  • 2. Come previsto dall’apposito regolamento, le istanze e le petizioni, di cui ai successivi commi, vanno presentate per iscritto:
  • 3. Alle istanze e alle petizioni dovranno essere fornite dal Sindaco risposte entro 30 giorni e, nel caso comportino l’adozione di specifici provvedimenti, l’organo competente dovrà provvedervi entro ulteriori 60 giorni, qualora il Sindaco non abbia rigettata la richiesta con risposta motivata.
  • 4. Il regolamento determina la procedura, i tempi, le forme di pubblicità, e l’assegnazione all’organo competente, il quale procede nell’esame e predispone la risposta, o le eventuali modalità di intervento del Comune, sulla questione sollevata.
  • 5. Se il termine previsto dai precedenti commi non è rispettato, ciascun Consigliere può sollevare la questione in Consiglio, chiedendo ragione al Sindaco del ritardo o provocando una discussione sul contenuto della petizione o istanza.
  • 6. Il Presidente del Consiglio è tenuto a porre la questione all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio utile.

Art. 87: Proposte ed iniziative popolari

  • 1. I cittadini, nel numero non inferiore al 10% degli elettori anche facenti parte di associazioni, comitati, organismi vari possono avanzare proposte articolate per l’adozione di atti amministrativi che il Sindaco trasmette nei venti giorni successivi all’organo competente, corredate dal parere del responsabile dei servizi interessati, nonché dell’attestazione relativa alla copertura finanziaria.
  • 2. La proposta, presentata e sottoscritta secondo le modalità e la procedura prevista dall’apposito regolamento, dovrà essere redatta sotto forma di proposta di deliberazione con l’indicazione dei riferimenti normativi, delle finalità, dei motivi e con l’indicazione della eventuale spesa e del suo finanziamento.
  • 3. L’organo competente deve sentire i proponenti dell’iniziativa entro trenta giorni dalla presentazione della proposta.
  • 4. Tra l’amministrazione Comunale ed i proponenti si può giungere alla stipulazione di accordi, nel perseguimento del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui è stata promossa l’iniziativa popolare.
  • 5. L’iniziativa popolare non può avere ad oggetto le materie inerenti:
  • 5.1. elezioni, nomine, designazioni, revoche, decadenze ed alla disciplina giuridica ed economica del personale;
  • 5.2. atti regolamentari interni ed i provvedimenti relativi all’applicazione di tributi e a delibere di bilancio;
  • 5.3. espropriazioni e attività amministrativa vincolata.
  • 6. Il Comune agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l’esercizio del diritto di iniziativa. A tal fine, i promotori della proposta possono chiedere al Sindaco di essere assistiti, nella redazione del progetto, dagli uffici della segreteria Comunale.

Art. 88: Diritto di accesso e di informazione

  1. Al fine di assicurare la trasparenza e l’imparzialità dell’attività amministrativa è garantito ai cittadini, singoli o associati, per la tutela di situazioni giuridiche soggettive o di interessi diffusi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi del Comune nonché degli enti e aziende dipendenti, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti e dallo specifico regolamento Comunale.
  2. Tutti gli atti dell’amministrazione Comunale sono accessibili, ad eccezione di quelli coperti da segreto o divieto di divulgazione per espressa previsione di norme giuridiche per effetto di temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione può pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone o delle imprese.
  3. Anche in presenza del diritto di riservatezza, il Sindaco deve garantire, ai soggetti interessati, la visione degli atti relativi ai precedenti amministrativi là cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i loro interessi giuridici.
  4. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dal regolamento.
  5. L’esame dei documenti è gratuito, mentre il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, nonché alla corresponsione dei diritti dì ricerca.
  6. Le aziende e gli enti dipendenti dal Comune hanno l’obbligo di uniformare la loro attività a tali principi.
  7. Al fine di garantire la più ampia diffusione degli atti comunali e per raccogliere informazioni, segnalazioni, reclami, etc., è istituito l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che sarà attivato con provvedimento sindacale che ne disciplinerà il funzionamento secondo i principi e le modalità previste dal decreto legislativo n. 29/93 e dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 ottobre 1994, utilizzando personale con idonea qualificazione e capacità.
  8. Il Comune può istituire anche in regime convenzionale con uno o alcuni dei Comuni contermini, lo sportello unico per le attività produttive, utilizzando personale proprio o comune agli enti locali interessati o, se del caso, utilizzando personale esterno specializzato.
  9. L’ufficio svolge funzioni amministrative riguardanti la realizzazione, l’ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie.
  10. Il Comune singolarmente o associato con altri comuni può attivare, nell’ambito delle risorse destinate dal piano socio- assistenziale, uno sportello per la famiglia, per assicurare attività di supporto per agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali, regionali e locali in materia di politiche familiari e l’accesso ai servizi rivolti ai nuclei familiari.
  11. Gli enti di cui al comma precedente, in collaborazione con la regione, individuano forme di coordinamento tra gli sportelli della famiglia ed i servizi regionali, provinciali e comunali, delle aziende unità sanitarie locali e degli altri enti pubblici che svolgono attività di interesse per i nuclei familiari al fine di fornire un supporto complessivo alla famiglia.

Art. 89: Associazionismo e partecipazione

  • 1. Il Comune valorizza le autonome forme associative, di volontariato, di cooperazione sindacale, di quelle operanti nel settore dei beni culturali, ambientali, storici ed artistici, del turismo, dello sport, dell’attività culturale e di gestione del tempo libero, nonché forme associative religiose e qualsiasi altra forma associativa costituitasi spontaneamente tra cittadini a fini partecipativi.
  • 2. Riconosce il ruolo attivo e propositivo della cooperazione anche per lo sviluppo delle attività imprenditoriali ed inoltre l’azione educativa, formativa e di difesa della salute dello sport.
  • 3. Integra l’azione amministrativa con l’attività di altre istituzioni ed associazioni per la tutela della persona e della sua crescita singola ed associata, con particolare riferimento a fanciulli, donne, anziani e disabili. A tal fine il Comune, come previsto dal regolamento:
  • 3.1. sostiene le attività ed i programmi dell’associazionismo, anche mediante stipula di convenzioni;
  • 3.2. favorisce l’informazione e la conoscenza degli atti amministrativi comunali e delle norme, programmi e progetti regionali, statali e comunitari interessanti l’associazionismo;
  • 3.3. può affidare ad associazioni e a comitati l’organizzazione di singole iniziative (nel caso di assegnazione di fondi, il relativo rendiconto della spesa è approvato dalla Giunta).
  • 4. I predetti interventi hanno luogo nei confronti di libere forme associative che presentino i seguenti requisiti: eleggibilità delle cariche; volontarietà dell’adesione e del recesso dei componenti; assenza di fini di lucro; pubblicità dello statuto, degli atti e dei registri dei soci, perseguimento di finalità correlate a quelle del Comune.
  • 5. Nell’ambito delle predette finalità il Comune istituisce un albo di associazioni, organizzazioni di volontariato e categorie professionali, soggetto a verifica ed aggiornamento annuali; l’iscrizione all’albo, diviso per settori corrispondenti alle politiche comunali, avviene dietro presentazione di apposita istanza corredata di copia autenticata dello Statuto associativo, di documentazione inerente l’attività svolta dall’associazione nell’anno precedente per il raggiungimento delle proprie finalità.
  • 6. L’istanza può essere presentata da associazioni costituitesi da almeno un anno e che abbiano operato ed operino nell’ambito del territorio Comunale.
  • 7. Alle associazioni iscritte all’albo possono essere erogate forme di incentivazione con apporti di natura finanziaria, patrimoniale, tecnico- professionale ed organizzativa.
  • 8. Annualmente la Giunta rende pubblico l’elenco di tutte le associazioni che hanno beneficiato delle concessioni di strutture, beni strumentali, contributi o servizi, nonché di quelle che ne hanno fatto richiesta.

Art. 90: Forme di consultazione

  1. Per conoscere il parere dei cittadini, singoli o associati, sugli indirizzi politico amministrativi, il Comune si avvale degli strumenti di consultazione previsti dallo Statuto nelle forme e modi che saranno esplicitati dall’ apposito regolamento.
  2. Il diritto di promuovere riunioni ed assemblee in piena libertà e autonomia appartiene a tutti i cittadini e agli organismi o formazioni sociali. Il Comune ne facilita l’esercizio fornendo nei limiti delle disponibilità e con i modi previsti dal regolamento, strutture e sedi idonee.
  3. Gli organi comunali possono convocare assemblee di cittadini, generali, di categoria, per ambiti territoriali per dibattere problemi, o esaminare proposte e verificare lo stato di servizi di rilevante interesse per la comunità.
  4. Per favorire la partecipazione dei cittadini e delle varie categorie sociali all’amministrazione locale, il Comune costituisce le consulte comunali a cui gli organi elettivi possono richiedere parere e collaborazione.
  5. L’apposito regolamento stabilisce il numero delle consulte, la composizione, le materie di competenza, le modalità di formazione, di durata e di funzionamento. Nella materie di competenza le consulte possono esprimere parere, formulare proposte, esprimere orientamenti, sottoporre agli organi istituzionali ed all’attenzione generale particolari problematiche.
  6. I componenti delle consulte, che saranno convocate e presiedute dal Sindaco, sono nominati dallo stesso nel rispetto dei criteri stabiliti dal regolamento.

Art. 91: Referendum

  1. Il referendum è l’istituto con cui tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunziarsi in merito a programmi, piani, progetti, interventi e ogni altro argomento attinente l’amministrazione e il funzionamento del Comune ad eccezione degli atti inerenti i regolamenti interni, il personale, le imposte locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni, nonché le designazioni e le nomine dei rappresentanti e l’attività amministrativa vincolata da leggi statali e/o regionali. Per mezzo di esso gli elettori esprimono il proprio assenso o dissenso sui temi proposti, affinché gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli dell’orientamento prevalente della comunità.
  2. Il referendum può riguardare solo materie di esclusiva competenza degli organi comunali.
  3. Il referendum può essere richiesto da almeno il 25% degli elettori, la cui firma dovrà essere autenticata nelle forme previste per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative, iscritti nelle liste elettorali al 31 dicembre dell’anno precedente o da 1/3 dei Consiglieri assegnati. Al quesito referendario, esposto in formula scritta ed in termini chiari, deve essere risposto con un SI o con un NO.
  4. La richiesta di referendum con il quesito proposto, prima della raccolta delle sottoscrizioni o del voto del Consiglio Comunale, è sottoposta al preventivo giudizio di ammissibilità del Segretario Comunale e del Difensore civico, i quali, entro 30 giorni possono dichiararla inammissibile o suggerire modifiche per farla rientrare nei limiti imposti dallo Statuto e dal regolamento.
  5. Il referendum è indetto dal Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei componenti con delibera che provvederà anche alla copertura finanziaria; i comizi elettorali sono indetti con determinazione sindacale in una domenica dalle ore 8 alle ore 21; lo spoglio delle schede inizierà dopo la chiusura delle operazioni di voto. Può svolgersi una sola tornata referendaria in un anno solare; nella stessa tornata possono essere sottoposti più quesiti ma non più di sei scelti secondo l’ordine cronologico di presentazione.
  6. Il Comune provvede all’adeguata pubblicizzazione della consultazione, alla stampa e alla fornitura del materiale necessario, alla costituzione dei seggi composti da un Presidente e due scrutatori, entrambi sorteggiati fra gli iscritti negli appositi elenchi vigenti per le consultazioni statali.
  7. La normativa regolamentare farà riferimento alle procedure in vigore per lo svolgimento dei referendum statali adeguandole alle dimensioni locali della consultazione, semplificandole e ottimizzandole per renderle più economiche.
  8. La regolarità delle sottoscrizioni o della delibera di indizione e della procedura è garantita da un apposito comitato di garanzia, formalizzato con provvedimento del Sindaco, presieduto dal Difensore civico e composto dal Segretario comunale; da due Consiglieri comunali di cui uno della minoranza eletti dal Consiglio con il voto limitato ad uno; da due rappresentanti delle associazioni iscritte nell’albo Comunale sorteggiati nell’ambito di un elenco di nominativi indicati dalle stesse associazioni e da un rappresentante dell’ eVentuale gruppo promotore.
  9. Il comitato è insediato quando sia nominata la maggioranza dei suoi componenti e funziona con la presenza della maggioranza dei componenti già nominati.
  10. Il referendum è valido se vi ha partecipato la metà più uno degli aventi diritto.
  11. Il quesito proposto è approvato se ottiene il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al voto.

Art. 92: Effetti del referendum

  • 1. I referendum possono avere i seguenti contenuti:
  • 1.1. Consultivo, qualora si ritenga utile una consultazione popolare per orientare l’amministrazione sugli indirizzi e le decisioni che riguardano l’assetto del territorio, la vita economica, sociale e culturale della comunità. L’indizione del referendum consultivo sospende l’attività deliberativa sul medesimo oggetto;
  • 1.2. Propositivo, quando ha ad oggetto una motivata proposta normativa o provvedimentale di competenza del Consiglio Comunale, della Giunta o del Sindaco. Non si fa luogo a referendum propositivo se l’organo competente provveda in maniera conforme alla proposta referendaria;
  • 1.3. Abrogativo, quando ha ad oggetto l’eliminazione di un provvedimento vigente.
  • 2. Quando il referendum sia stato indetto, gli organi del Comune sospendono l’attività amministrativa sull’oggetto del referendum, tranne in caso di pericolo o danno che dovrà essere ampiamente motivato.
  • 3. L’esito della consultazione dovrà essere oggetto di dibattito in Consiglio Comunale, che potrà, nell’ambito della propria attività di indirizzo e programmazione, dare opportune direttive in merito o adottare i relativi provvedimenti.
  • 4. Ove gli organi comunali competenti intendano discostarsi dall’esito della votazione devono indicare, in occasione del dibattito in Consiglio, i motivi per cui non si uniformano al voto degli elettori.
  • 5. Il Consiglio, la Giunta o il Sindaco, secondo la rispettiva competenza, entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato da parte del Sindaco, delibera sull’argomento, oggetto della consultazione referendaria e, nel caso di mancato recepimento delle indicazioni scaturenti dal risultato referendario, il provvedimento deve essere adeguatamente motivato e la deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei componenti l’organo.

Art. 93: Il Difensore civico

  1. A garanzia dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione Comunale, delle aziende, delle istituzioni, delle società per azioni a prevalente partecipazione Comunale, nonché degli enti sottoposti a vigilanza, il Comune ha facoltà di istituire, anche in forma associata, l’ufficio del Difensore civico, previa adozione di apposita delibera di Consiglio Comunale.
  2. Il Difensore civico svolge il ruolo di garante, non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale ed interviene, su richiesta di cittadini singoli o associati o di propria iniziativa, per accertare che i procedimenti amministrativi abbiano regolare corso e che i provvedimenti siano correttamente e tempestivamente emanati, segnalando abusi, disfunzioni, carenze e ritardi della azione amministrativa, anche per i servizi non erogati direttamente dal Comune.
  3. L’intervento del Difensore civico può essere richiesto dai cittadini portatori di interessi pubblici o privati, nonché portatori di interessi diffusi costituiti in Associazioni o Comitati.
  4. L’ufficio del Difensore civico ha sede presso idoneo locale messo a disposizione dell’amministrazione Comunale, con attrezzature d’ufficio e di quant’altro necessario per il buon funzionamento dell’ufficio stesso.
  5. L’Ufficio Relazioni con il Pubblico collabora con l’ufficio del Difensore civico, e, ricevuta la richiesta, prima di sottoporla al Difensore civico, assume tutte le informazioni e svolge le indagini necessarie sollecitando, ove possibile, la soluzione del problema, e, in caso positivo, dandone comunicazione al richiedente.
  6. Al Difensore civico, per lo svolgimento delle funzioni inerenti il proprio ufficio, viene corrisposta un’indennità da determinarsi con l’apposito regolamento.

Art. 94: Nomina del Difensore civico

  1. I1 Difensore civico è nominato dal Consiglio Comunale, scelto, fra i candidati proposti a seguito di avviso pubblico, tra i cittadini eleggibili alla carica di Consigliere Comunale che abbiano i requisiti previsti dal regolamento e che, per preparazione, esperienza, competenza giuridico- amministrativa, diano garanzia di indipendenza, obiettività ed equilibrio di giudizio.
  2. Le proposte di candidatura possono essere presentate entro trenta giorni dall‘avviso pubblico da parte di almeno 50 cittadini o da parte di associazioni, di ordini professionali o enti pubblici o privati. La proposta deve essere motivata, con particolare riferimento alla capacità professionale.
  3. La proposta di candidatura, sia che provenga dai cittadini che dai predetti organismi deve essere redatta secondo le prescrizioni contenute nell‘avviso pubblico, in forma scritta e con firma autenticata nelle forme di legge e contenere l’indicazione dei dati anagrafici completi e della residenza del candidato, del suo possesso di diploma di laurea, nonché il suo curriculum professionale, l’occupazione abituale ed altresì 1‘elencazione delle cariche pubbliche e private ricoperte sia in precedenza che in atto.
  4. La votazione per la scelta del candidato fra quelli proposti si svolge a scrutinio segreto e, per la nomina è necessario il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
  5. Qualora la maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successiva seduta da tenersi entro trenta giorni, ed il Difensore civico è eletto se ottiene il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri presenti.
  6. I1 Difensore civico, che dura in carica tre anni, non è rieleggibile nel successivo triennio ed assume le funzioni dopo aver prestato giuramento avanti al Consiglio Comunale con la seguente formula: “Giuro di adempiere al mandato ricevuto, nell‘interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi”
  7. In ogni caso, tranne che per cessazione, per revoca o decadenza, svolge le sue funzioni fino alla nomina del successore. Ove la carica dovesse scadere entro gli ultimi quattro mesi del mandato consiliare essa viene automaticamente prorogata fino al secondo mese dopo 1'insediamento del nuovo Consiglio.
  8. Resosi vacante per qualsiasi causa l’ufficio, la procedura per la nomina deve essere iniziata entro 30 giorni e il Consiglio Comunale provvede alla nomina del successore entro 90 giorni dalla vacanza.
  9. I1 candidato dovrà, altresì, sottoscrivere una dichiarazione d’onore con la quale si impegni, nell’eventualità di una sua elezione a non ricoprire cariche politiche, elettive o su nomina, durante il suo mandato e per i cinque anni successivi alla cessazione del suo mandato da qualunque causa essa dipende.

Art. 95: Incompatibilità e decadenza

  • 1. Non può ricoprire l’ufficio di Difensore civico:
  • 1.1. chi si trova in condizioni di ineleggibilità alla carica di Consigliere Comunale;
  • 1.2. chi riveste la carica di parlamentare europeo, nazionale o regionale, di Consigliere provinciale o Comunale, di amministratore pubblico, di componente della direzione delle unità sanitarie locali; di componente di organi regionali di controllo, di amministratore di aziende speciali, istituzioni, società pubbliche e/o per azioni di partecipazione pubblica, di enti e/o imprese che abbiano rapporti contrattuali con l’amministrazione Comunale o che, comunque, ricevono da essa a qualsiasi titolo sovvenzioni o contributi;
  • 1.3. i ministri del culto;
  • 1.4. i dipendenti del Comune e di istituzioni, aziende speciali e società per azioni a prevalente partecipazione del Comune, nonché il Segretario del Comune;
  • 1.5. chi esercita qualsiasi attività di lavoro autonomo o qualsiasi attività professionale o commerciale che costituisca oggetto di rapporti giuridici non occasionali con l’amministrazione Comunale;
  • 1.6. gli ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini entro il secondo grado di parlamentari europei, nazionali o regionali, di amministratori del Comune, di amministratori della provincia e dell’AUSL o di componenti di organi regionali di controllo.
  • 2. Il Difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di Consigliere Comunale o per la sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità sopra riportate.
  • 3. La decadenza è pronunciata dal Consiglio, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati su proposta di uno dei Consiglieri comunali.

Art. 96: Funzioni del Difensore civico

  • 1. Il Difensore civico nell’esercizio della proprie funzioni per garantire l’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione, con piena autonomia, indipendenza e poteri di iniziativa:
  • 1.1. risponde alle petizioni ed istanze ai cittadini, di associazioni ed organismi, comunicando il risultato della propria attività in ordine all’oggetto richiesto;
  • 1.2. ha diritto di accesso agli uffici, agli atti e alle informazioni in ordine allo stato dei procedimenti di cui è stato investito, salvo i casi in cui prevale, per legge, il segreto d’ufficio;
  • 1.3. può intervenire nei procedimenti amministrativi, a tutela dei cittadini interessati ed interloquire con amministratori e responsabili degli uffici e servizi;
  • 1.4. può rassegnare per iscritto il proprio parere al responsabile dell’ufficio e del servizio, in ordine ad eventuali disfunzioni o irregolarità accertate, dandone comunicazione contestuale al Sindaco o all’Assessore competente per materia;
  • 1.5. segnala agli organi competenti eventuali ritardi, disfunzioni e carenze o in caso di ritardo invita gli organi a provvedere entro i termini stabiliti a norma di legge e di regolamento;
  • 1.6. può inoltrare proposte, segnalazioni e relazioni al Sindaco, al Consiglio Comunale ed alla Giunta comunale sull’andamento dell’azione amministrativa;
  • 1.7. può invitare l’amministrazione a riesaminare atti e provvedimenti qualora ne ravvisi irregolarità o vizi procedurali.
  • 2. Entro il mese di marzo di ciascun anno, il Difensore civico deve presentare al Consiglio Comunale una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, indicando le disfunzioni rilevate e proponendo soluzioni per la loro eliminazione e per migliorare il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa.
  • 3. La relazione viene discussa dal Consiglio nella prima seduta utile e resa pubblica con affissione all’albo pretorio.
  • 4. Nei casi di particolare importanza o di urgenza il Difensore civico può in qualsiasi momento informare il Consiglio Comunale, presèntando una relazione sull’argomento.
  • 5. Il regolamento espliciterà procedura di nomina, funzioni e rapporti con organi politici e burocratici.

Torna al Sommario dello Statuto