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Statuto Comunale

TITOLO III: L’ORDINAMENTO DEGLI UFFICI - Organizzazione, personale, procedimento


Art. 51: Principi generali

  • 1. L’organizzazione delle strutture e tutta l’attività amministrativa del Comune sì conformano in particolare ai seguenti criteri:
  • 1.1. distinzione tra responsabilità di indirizzo e controllo, spettanti agli organi di governo, e quelle di gestione amministrativa, attribuite agli organi burocratici;
  • 1.2. suddivisione per funzioni omogenee tenendo conto di quelle finali, rivolte all’utenza, e quelle strumentali e di supporto, dei servizi interni e di quelli esterni rivolti ai cittadini singoli o associati;
  • 1.3. coordinamento dell’azione amministrativa e collegamento delle attività dei vari uffici per mezzo di comunicazione interna e esterna ed interconnessione anche informatica;
  • 1.4. flessibilità organizzativa, sia in relazione ai bisogni dell’utenza sia alle nuove o mutate competenze dei servizi;
  • 1.5. flessibilità nella gestione delle risorse umane, per favorire: l’utilizzo delle professionalità interne, la partecipazione dei singoli dipendenti, le pari opportunità fra uomini e donne per l’accesso ed il trattamento sul lavoro;
  • 1.6. responsabilità, professionalità e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell’azione amministrativa, nel rispetto della normativa contrattuale vigente;
  • 1.7. valorizzazione delle risorse umane attraverso la partecipazione attiva e la responsabilizzazione diffusa del personale nella gestione delle attività dell’ente.
  • 1.8. soddisfacimento delle esigenze degli utenti, garantendo la trasparenza dell’azione amministrativa, il diritto di accesso agli atti e ai servizi, l’informazione e la partecipazione dei cittadini;
  • 1.9. attivazione di controlli interni in applicazione della vigente normativa;
  • 1.10. riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi attraverso una sistematica ricerca di semplificazione delle procedure interne;
  • 1.11. rispetto, in sede di trattamento dei dati personali, del D. Lgs. n. 196/2003 e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 52: Funzioni di indirizzo e programmazione

  1. Gli organi di governo dell’Ente, secondo la propria competenza, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare tramite la relazione previsionale, il bilancio di previsione, specificando le modalità operative tramite il Piano Esecutivo di Gestione o in assenza, tramite atti di indirizzo - generali o puntuali - assegnando obiettivi e risorse.
  2. Il Sindaco, quale capo dell’amministrazione, impartisce, nell’esercizio delle sue funzioni di indirizzo politico-amministrativo, le direttive generali cui i dirigenti od i dipendenti incaricati di fuzioni dirigenziali devono attenersi nell’ esercizio delle proprie azioni, e verifica, anche tramite il controllo di gestione, la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa a tali direttive.
  3. Tutta l’attività dell’ente deve essere improntata ai principi ed ai metodi della programmazione utilizzando per l’impiego delle risorse, in conformità agli strumenti normativi, il metodo della programmazione del lavoro per obiettivi e della gestione per programmi e/o progetti ed adottando conseguentemente le soluzioni organizzative capaci di assicurare i migliori risultati ai minori costi.
  4. Gli obiettivi ed i programmi e/o i progetti sono fissati con la relazione previsionale e programmatica. La programmazione delle attività operative, finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di gestione, è attuata dagli incaricati di funzioni dirigenziali, nell’ambito delle competenze a ciascuno attribuite, secondo le modalità stabilite dallo Statuto e dal regolamento, e sarà soggetta a periodiche verifiche da attuarsi da parte della direzione politica e della direzione operativa.
  5. La struttura organizzativa dell’ente ed i rapporti funzionali tra le sue componenti sono finalizzati alla realizzazione degli obiettivi dell’Amministrazione secondo criteri di economicità e di equilibrio tra risorse ed interventi.

Art. 53: Principi e criteri organizzativi

  1. L’organizzazione del Comune è costituita da strutture, complesse e semplici, di tipo orizzontale ma collegate fra loro, in modo da poter attivare impulso, verifiche e una costante comunicazione al fine di garantire risposte univoche e coordinate per l’utilizzo ottimale delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi, particolari e generali.
  2. La funzione di coordinamento persegue lo scopo di assicurare l’unitarietà dell’azione amministrativa, in coerenza con le politiche generali del Comune e con il complesso degli obiettivi programmatici a breve, medio e lungo termine, ed, inoltre, di perseguire livelli ottimali di efficienza ed efficacia. E’ esercitata sia a livello generale, con il coinvolgimento di tutti i dirigenti o dei responsabili delle strutture complesse e degli uffici di staff, sia all’interno di dette strutture.
  3. Possono essere istituiti uffici di progetto, per attività temporanee, e uffici di staff per il supporto dell’attività istituzionale del Sindaco o del Segretario o del direttore generale.
  4. La dotazione organica, complessiva e di ogni struttura complessa, evidenziando rispetto a ciascun profilo professionale i posti coperti e quelli vacanti, determina la consistenza dei posti assegnati per l’esercizio delle funzioni e per l’espletamento dei servizi in rapporto agli obiettivi e ai programmi fissati con gli strumenti di programmazione.
  5. Le dotazioni organiche sono sottoposte a verifica periodica da parte della Giunta e, comunque, in concomitanza ed in correlazione alla definizione degli strumenti di programmazione.
  6. La comunicazione, lo scambio di informazioni e l’aggiornamento devono essere periodicamente effettuate anche all’ interno delle strutture complesse.
  7. I dirigenti, cioè i dipendenti preposti ad una struttura di vertice, esercitano funzioni e compiti di programmazione, direzione, controllo con responsabilità diretta nei confronti degli organi di direzione politica e amministrativa.
  8. Inoltre concorrono con attività istruttorie e di analisi e con autonome proposte alla predisposizione degli atti di indirizzo generale, alla definizione degli atti e dei progetti di competenza degli organi collegiali, nei confronti dei quali i dirigenti sono responsabili della correttezza amministrativa e dell’efficienza di gestione.

Art. 54: Il Segretario del Comune

  1. Il Comune di S. Teresa di Riva ha un Segretario Generale, iscritto all’Albo dei Segretari tenuto dall’Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei segretari comunali e provinciali, il cui potere di nomina compete al Sindaco.
  2. La disciplina relativa alla nomina ed allo stato giuridico ed economico del Segretario comunale è stabilita dalla legge, dal D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465 e dai contratti collettivi di categoria.
  3. Il Segretario svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa nei confronti degli Organi dell’Ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai Regolamenti del Comune.
  4. Inoltre, il Segretario espleta le altre funzioni previste dalla legge, dallo Statuto e quelle conferitegli dal Sindaco, a cui spettano le attribuzioni in ordine al rapporto funzionale del Segretario con il Comune ed agli altri istituti contrattuali connessi a tale rapporto.
  5. Il Segretario, se non è nominato il Direttore Generale, sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dipendenti apicali incaricati di funzioni dirigenziali, ne coordina l’attività, adotta gli atti di gestione che li riguardano.

Art. 55: Le funzioni di direttore generale

  • 1. Al Segretario del Comune possono essere conferite le funzioni di Direttore generale della struttura organizzativa ai sensi dell’articolo 51 bis, quarto comma, della legge 8 giugno 1990, n. 142 come recepito con Legge Regionale siciliana n° 48/1991 e successive modifiche ed integrazioni, che si aggiungono a quelle attinenti al proprio ruolo ed alle altre che il Sindaco vorrà conferirgli nel rispetto delle disposizioni vigenti.
  • 2. Il Segretario, nelle sue funzioni di Direttore generale:
  • 2.1. collabora con gli organi politici alla definizione degli strumenti di programmazione sotto il profilo tecnico-gestionale, raccordando gli obiettivi alla potenzialità della struttura organizzativa, e propone alla Giunta il piano esecutivo di gestione e/o il piano operativo degli obiettivi;
  • 2.2. nel rispetto dell’autonomo esercizio delle funzioni attribuite ai dirigenti responsabili dei servizi dalla legge e dall’ordinamento degli uffici, sovrintende alla gestione complessiva dell’ente e coordina l’attività dell’intera struttura perseguendo l’attuazione degli indirizzi e degli obiettivi dell’ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco e dalla Giunta;
  • 2.3. assicura agli organi di governo del Comune la costante informazione sull’andamento della gestione e propone l’eventuale ridefinizione o modificazione degli strumenti di programmazione;
  • 2.4. coordina e sovrintende all’azione dei dipendenti incaricati di funzioni dirigenziali, curando la valutazione dei risultati e proponendo i relativi provvedimenti;
  • 2.5. definisce il piano delle assunzioni e i criteri di mobilità in relazione ai programmi di bilancio e del PEG;

Art. 56: Le posizioni organizzative

  1. Nell’ordinamento degli uffici e dei servizi possono essere istituite e disciplinate, al fine di razionalizzare l’organizzazione e garantire unicità di gestione, coordinamento e celerità dell’azione amministrativa, le posizioni organizzative previste dal vigente contratto collettivo di lavoro del comparto Regioni – Autonomie locali, (così come disciplinato da apposito regolamento).

Art. 57: Le posizioni organizzative- Responsabili di area

  • 1. I Responsabili di area sono funzionari inquadrati nella categoria D, cui il Sindaco, sulla base di quanto stabilito dalle vigenti normative, attribuisce la direzione delle strutture complesse, con il compito di dirigere e coordinare attività omogenee per scopo e orientamento di servizio, assicurando, pur nel rispetto dell’autonomia operativa, un indirizzo unitario in relazione ai fini comuni per consentire un'azione coordinata per la realizzazione dei programmi e per il conseguimento degli obiettivi.
  • 2. Il Sindaco, tenuto conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare e anche nell’intento di valorizzare nuove professionalità, attraverso l’eventuale applicazione del criterio della rotazione, conferisce detti incarichi a tempo determinato sulla base di criteri predeterminati con l’ordinamento degli uffici e dei servizi.
  • 3. L’incarico di responsabile di area può essere revocato in caso di inosservanza delle direttive impartite, di altre gravi inadempienze agli obblighi di servizio o di palese incapacità a svolgere efficacemente l’incarico conferito e negli altri casi previsti e con le modalità disciplinate dall’ordinamento degli uffici.
  • 4. Al responsabile di area compete in particolare:
  • 4.1. proporre i programmi della struttura e verificarne l’attuazione;
  • 4.2. coordinare la gestione delle risorse umane, tecniche ed organizzative della struttura;
  • 4.3. coordinare la mobilità all’interno della struttura e formulare proposte organizzative
  • 4.4. verificare i risultati della gestione e la qualità dei servizi;
  • 4.5. individuare, qualora non già individuati, i responsabili dei procedimenti di competenza della struttura, assumendo le necessarie iniziative per ottimizzare la gestione interna dell’intera struttura;
  • 4.6. verificare e controllare le attività dei dipendenti assegnati alla struttura, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia;
  • 5. Il Sindaco può attribuirgli anche:
  • 5.1. le funzioni di cui all’articolo 51 della legge 142/90 come recepito con legge regionale n°48/91 e successive modifiche ed integrazioni;
  • 5.2. la gestione operativa di una struttura semplice e dei relativi servizi;
  • 5.3. la gestione del PEG o di un piano operativo e dei relativi procedimenti di spesa;
  • 5.4. la gestione delle relazioni con le OO.SS., nell’ambito della struttura e delle direttive impartite dalla direzione amministrativa;
  • 5.5. la posizione organizzativa.
  • 6. Il responsabile di area è responsabile del perseguimento degli obiettivi assegnati, del buon andamento e della economicità della gestione, della funzionalità della struttura, della validità e correttezza amministrativa degli atti di propria competenza.
  • 7. Tutti i responsabili di area esercitano le funzioni loro attribuite dalla legge e da altre fonti normative o dal Sindaco, in modo autonomo nell’ambito delle direttive agli stessi impartite e rispondono direttamente agli organi della direzione politica ed alla direzione amministrativa.

Art. 58: Rapporti di natura fiduciaria a tempo determinato

Il Sindaco, con provvedimento motivato, può costituire rapporti di lavoro a tempo determinato, aventi natura fiduciaria, nei seguenti casi:

  • copertura di posti, previsti nella dotazione organica, di Direttore o Responsabile di Area o qualifica di alta specializzazione, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire. I contratti potranno essere di diritto pubblico o, eccezionalmente e con provvedimento motivato, di diritto privato e non potranno avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco. Il trattamento economico è quello previsto dalla legge;
  • copertura di posti, anche al di fuori della dotazione organica, di Capo Area o di alta specializzazione, solo in assenza di professionalità analoghe presenti all'interno dell'Ente e fermo restando il possesso dei requisiti previsti dall'art.19, comma 6, del D.Lgs. n° 165/2001. I contratti non potranno complessivamente superare il 5% della dotazione organica e non potranno avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi stabilirà i limiti, i criteri e le modalità con cui possono essere stipulati tali contratti. Il trattamento economico è quello previsto dalla legge;
  • costituzione di uffici di staff, al di fuori della dotazione organica, posti alle dirette dipendenze del Sindaco, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo attribuitegli dalla legge, purché l'Ente non abbia dichiarato il dissesto e non versi nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'art. 45 del D. Lgs. n. 504/1992 e successive modificazioni. I collaboratori esterni, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni. I contratti non potranno avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco. Il trattamento economico è quello previsto dalla legge;
  • collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità, per obiettivi determinati e con convenzione a termine, quando l'attività del soggetto esterno non presenti carattere di generalità ed indeterminatezza, sia circoscritta nel tempo, corrisponda ad obiettivi specifici e determinati, sia accertata l’impossibilità di utilizzare risorse umane interne, e sia destinata a soddisfare eccezionali esigenze dell'Ente, seppure in presenza di una struttura amministrativa con specifiche competenze nell'organizzazione dell'Ente. Le collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità non configurano un rapporto di lavoro subordinato, non comportano l‘espletamento di funzioni e non attribuiscono il potere di formare atti che abbiano rilevanza esterna.

Art. 59: Le determinazioni ed i decreti

  1. Gli atti dei Direttori o Responsabili di Area e non diversamente disciplinati da altre disposizioni di legge, dallo statuto o dai regolamenti, assumono la denominazione di "determinazioni" e sono regolati secondo le disposizioni del presente articolo.
  2. Gli atti del Sindaco non diversamente disciplinati dalla legge assumono il nome di "decreti".
  3. Le determinazioni ed i decreti hanno esecuzione dal giorno stesso dell'adozione o, nel caso in cui omportino impegno di spesa o diminuzione di entrata, dalla data di apposizione del parere contabile. A tal fine sono trasmessi all'ufficio competente e da questo restituiti, previa registrazione dell'impegno contabile, entro tre giorni.
  4. Tutti gli atti dei Capi Area e dei responsabili dei servizi sono numerati e classificati unitariamente, con sistemi di raccolta che ne individuano la cronologia, la materia e l'ufficio di provenienza. Gli atti del Sindaco sono numerati e classificati, separatamente, con le modalità di cui al comma precedente.

Art. 60: Controlli interni

  • 1. Nell’ambito dell’ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, saranno previsti e disciplinati idonei strumenti per monitorare, controllare e valutare la gestione al fine di:
  • 1.1. garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa ( controllo di regolarità amministrativa e contabile);
  • 1.2. verificare l’efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e monitorare il rapporto tra costi e risultati (controllo di gestione);
  • 1.3. valutare l’attività e le prestazioni di tutto il personale (valutazione del personale);
  • 1.4. monitorare e valutare l’attuazione dei piani, programmi e delle determinazioni approvati dall’organo politico e la congruenza tra i risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (valutazione e controllo strategico).
  • 2. Gli strumenti normativi ed organizzativi e le strutture interessate devono tendere a garantire che:
  • 2.1. siano individuate distintamente le diverse attività da demandare alle strutture di controllo interno;
  • 2.2. le funzioni di controllo e valutazione siano svolte in modo integrato, ma evitando la commistione ed identificazione fra valutato e valutatore;
  • 2.3. siano chiari anche a livello organizzativo i criteri di incompatibilità e la distinzione tra attività operative e quelle di supporto ai valutatori;
  • 2.4. la raccolta dei dati informativi-statistici sia informatizzata in modo da poter essere utilizzata da tutti i soggetti interessati o coinvolti nei processi di monitoraggio, controllo e valutazione;
  • 2.5. le banche dati che contengono dati sensibili siano accessibili solo alle persone autorizzate e ai diretti interessati in sede di accesso personale.

Art. 61: Procedimento amministrativo

  1. Nell’ambito dell’ordinamento degli uffici e dei servizi, per i procedimenti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo Statuto e nell’osservanza dei principi stabiliti dalla L.R. 30 aprile 1991, n.l0 e successive modifiche ed integrazioni.
  2. Con apposite norme vengono individuati e determinati, per ciascun tipo di procedimento, l’unità organizzativa responsabile di tutto l’iter procedimentale, ed il soggetto competente per l’adozione del provvedimento finale.
  3. L’unità organizzativa è l’ufficio a cui, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, è affidata l’iniziativa, l’istruttoria o la competenza per materia.
  4. Il dipendente preposto, in base alla normativa vigente o a provvedimenti amministrativi, all’unità organizzativa, come sopra determinata, è responsabile del procedimento.
  5. Il Comune darà idonea pubblicità alla predetta disposizione e ciò al fine di assicurare ai cittadini interessati la possibilità di avere un preciso interlocutore nei vari uffici con cui tenere i necessari contatti nel corso del procedimento.
  6. Il responsabile di ciascuna unità organizzativa può assegnare, con provvedimento generale o puntuale ma sempre portato a conoscenza degli interessati, ad altro dipendente addetto all’unità stessa, la responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonché, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale, nel rispetto, comunque, delle competenze previste dallo Statuto.
  7. L’unità organizzativa competente ed il nominativo del responsabile, nonché il nominativo della persona che può sostituire lo stesso responsabile in caso di sua assenza o impedimento, sono comunicati alle parti del procedimento amministrativo e, su espressa richiesta motivata, a chiunque abbia un interesse da tutelare.

Art. 62: Comunicazione e partecipazione al procedimento

  1. Il responsabile del procedimento provvede a dare notizia dell’avvio del procedimento mediante comunicazione ai diretti interessati, a coloro che per legge o regolamento devono intervenirvi e a quanti possono subire pregiudizio dall’ emanazione dell’atto finale.
  2. Qualora sussistano particolari esigenze di celerità o la comunicazione personale non sia possibile o risulti gravosa, l’amministrazione vi provvede a mezzo pubblicazione all’albo pretorio o con altre forme idonee allo scopo.
  3. Qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi giuridicamente costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
  4. Ferme restando le particolari norme che li regolano, altre disposizioni possono essere previste per la partecipazione al procedimento di formazione degli atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione dell’amministrazione Comunale, nonché ai procedimenti tributari.

Art. 63: Conclusione del procedimento

  1. Ogni procedimento, senza aggravio della procedura e nel rispetto delle norme sulla semplificazione, deve essere concluso nei termini prestabiliti con un provvedimento espresso.
  2. Ciascun provvedimento amministrativo, ad eccezione degli atti normativi (regolamenti) e di quelli a contenuto generale (direttive, istruzioni di servizio, ecc.), deve essere motivato con indicazione dei presupposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.
  3. L’obbligo della motivazione, come principio generale, si configura come garanzia per il cittadino ma anche come consistente contributo ad una verifica di legittimità, in sede di normale controllo amministrativo. Tale obbligo riguarda sia gli atti vincolati che i provvedimenti discrezionali.
  4. La motivazione deve essere resa in modo da consentire la comprensione dell’iter logico ed amministrativo seguito per la emanazione del provvedimento.
  5. Qualora le ragioni che abbiano determinato la decisione dell’amministrazione siano espresse mediante rinvio ad altro atto, questo deve essere indicato e reso disponibile.
  6. In ogni provvedimento vanno indicati il termine e l’autorità cui è possibile ricorrere.

Art. 64: Accordi sostitutivi dei provvedimenti

  1. L’amministrazione può concludere accordi con gli interessati per determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale o, nei casi previsti dalla legge, in sostituzione di questo.
  2. Gli accordi sul contenuto del provvedimento, conclusi a seguito della presentazione di osservazioni e proposte scritte, non possono arrecare pregiudizio ai diritti dei terzi e in ogni caso devono garantire il perseguimento del pubblico interesse, e vanno, a pena di nullità, stipulati per atto scritto, salvo diversa disposizione della legge.
  3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti, oltre alle superiori condizioni, sono soggetti agli stessi controlli previsti per i provvedimenti che sostituiscono e vanno stipulati per iscritto, salvo che la legge non disponga diversamente.
  4. Per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, l’amministrazione recede unilateralmente dall’accordo, salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.

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