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Regolamento Servizi Socio - Assistenziali

CAPO III: ASSISTENZA E BENEFICENZA PUBBLICA


Art. 20: Assistenza agli orfani

In seguito allo scioglimento dell’Ente Nazionale Orfani dei Lavoratori (E.N.A.O.L.I.) il Comune può attuare forme di assistenza economica in favore degli orfani dei lavoratori Italiani e tutti gli interventi in precedenza svolti dall’ENAOLI.

Art. 21: Ricoveri

Compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, il comune provvede al ricovero dei minori, degli anziani indigenti e degli inabili al lavoro presso istituti d’assistenza, di beneficenza e d’istruzione.

Con il ricovero, il Comune si impegna a pagare la retta fatta salva l’azione di rivalsa prevista dalla legge.

I ricoveri devono essere limitati ai casi accertati come unica soluzione per venire incontro alle difficoltà del soggetto nei confronti del quale è disposto.

Art. 22: Assistenza in natura

L’assistenza in natura può essere effettuata nei confronti delle persone bisognose e può riguardare la distribuzione di derrate alimentari, farmaci e materiale vario.

Art. 23: Interventi per i profughi

Il comune attua tutti gli interventi necessari previsti dalla legge per i profughi con particolare riferimento agli Italiani rimpatriati successivamente alla prima assistenza di cui alla legge 19 ottobre 1970, n. 744 e successive modificazioni.

Art. 24: Assistenza estiva ed invernale dei minori

Per i minori, il Comune attua tutte le forme d’assistenza necessarie per la loro formazione e crescita scolastica, familiare, abitativa, sociale.

A tal fine il Comune organizza ogni utile iniziativa estiva ed invernale finalizzata agli obiettivi previsti dal presente regolamento e dalle leggi e decreti vigenti in materia.

In particolare il comune può gestire direttamente colonie diurne e soggiorni di vacanza destinate ad accogliere i minori.

Il comune può stipulare convenzioni, contratti ed accordi con Enti ed associazioni dotate di strutture idonee e di personale competente per l’assistenza estiva ed invernale dei minori.

Art. 25: Assistenza economica

Compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, nei casi d’accertato estremo bisogno, il comune può erogare somme in denaro in favore dei soggetti bisognosi.

Il comune può partecipare nei casi d’accertato bisogno, alle spese per cure mediche o interventi sanitari dei cittadini residenti.

Il comune può effettuare forme d’assistenza economica in favore di ragazze madri e gestanti.

Il comune può erogare assegni personali in caso di preaffidamento, od in conseguenza di dimissioni d’inabili, minori o anziani già ricoverati.

Art. 26: Assistenza post penitenziaria

Il comune fornisce assistenza post penitenziaria attraverso forme d’incentivazione e di reinserimento sociale, lavorativo, economico.

Art. 27: Inserimento sociale

Il comune attua forme di sperimentazione di inserimento sociale per i disoccupati e per coloro che sono privi o quasi di mezzi di sostentamento.

L’inserimento sociale consiste nella concessione di un contributo finanziario assegnato ai soggetti di cui al comma precedente.

Il contributo è finalizzato ad occupare il destinatario del provvedimento in attività di formazione e lavoro.

Il contributo è finalizzato alla formazione, apprendimento, tirocinio, arricchimento professionale, attività di volontariato e inserimento sociale del destinatario presso strutture pubbliche, associazioni senza scopo di lucro, associazioni di volontariato, in attività istituzionali dell’ente, in attività di formazione presso aziende private, ecc.

Il periodo di attività connessa all’inserimento sociale disposto dal comune può essere utilizzato dai destinatari ai fini della formazione dei currucula e di accredito per future attività lavorative. A tal fine, il Comune rilascia all’interessato apposita certificazione attestante l’attività svolta.

Le attività di inserimento sociale sono sottoposte al controllo del comune ed il contributo è concesso al destinatario in rate posticipate previo accertamento dell’effettiva partecipazione alle attività di inserimento sociale stabilite dal Comune.

Art. 28: Inserimento professionale

Il comune attua forme di sperimentazione di inserimento professionale dei giovani diplomati e laureati e per coloro che sono in cerca di occupazione.

L’inserimento professionale consiste nella concessione di un contributo finanziario assegnato ai soggetti di cui al comma precedente.

Il contributo è finalizzato ad occupare il destinatario del provvedimento in attività di formazione e lavoro preordinate al futuro inserimento professionale.

Il contributo è finalizzato alla formazione, apprendimento, tirocinio, arricchimento professionale, e inserimento del destinatario presso strutture pubbliche, associazioni senza scopo di lucro, associazioni di volontariato, in attività istituzionali dell’ente, studi professionali, presso aziende private, presso i gestori dei servizi comunali, ecc.

Il periodo di attività connessa all’inserimento professionale disposto dal comune può essere utilizzato dai destinatari ai fini della formazione dei currucula e di accredito per future attività lavorative.

A tal fine, il Comune rilascia all’interessato apposita certificazione attestante l’attività svolta.

Le attività di inserimento professionale sono sottoposte al controllo del comune ed il contributo è concesso al destinatario in rate posticipate previo accertamento dell’effettiva partecipazione alle attività di inserimento professionale stabilite dal Comune.

Il contributo è concesso dal rappresentante legale dell’ente o suo delegato, in funzione della validità della richiesta presentata dagli interessati che deve essere ispirata ai principi dettati dal presente regolamento ed è subordinato alle risorse finanziarie a ciò destinate.

Art. 29: Formazione

Al fine di favorire l’inserimento dei giovani e dei disoccupati nel mondo del lavoro, il Comune:

  • organizza corsi di formazione per diplomati e/o laureati e per altre categorie di soggetti in cerca di occupazione.
  • I corsi sono finalizzati alla formazione e/o arricchimento professionale dei destinatari per una migliore e maggiore possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.
  • Al termine dei corsi il Comune rilascia agli interessati apposita certificazione che può essere utilizzata in tutti i casi consentiti dalla legge.
  • Al fine di incentivare la partecipazione, ai corsisti può essere corrisposta una indennità giornaliera non superiore a quella stabilita dalla regione per i corsi di formazione professionale dalla stessa finanziati.

Nei casi di accertato bisogno il comune contribuisce alle spese di istruzione scolastica e formazione universitaria e post universitaria degli alunni e studenti.

Il Comune organizza stage, attività di tirocinio ed ogni altra attività ritenuta utile alla formazione degli studenti, neo diplomati e neo laureati al fine di accrescere la possibilità del loro futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Il Comune può destinare contributi finanziari per la formazione di soggetti in azienda (pubblica e privata) e per le attività di tirocinio degli studenti e dei giovani in cerca di occupazione al fine di favorire la formazione dell’interessato per il suo futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Art. 30: Borse di formazione e/o lavoro

Il comune attua forme di sperimentazione finalizzate alla formazione ed all’occupazione dei giovani diplomati e laureati e per coloro che sono in cerca di occupazione, anche se privi di alfabetizzazione o con scarsa scolarità e conseguente maggiore difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro.

La sperimentazione consiste nella erogazione di borse di formazione e/o lavoro nei confronti dei soggetti indicati al precedente comma.

La borsa di formazione e/o lavoro consiste nella concessione di un contributo finanziario assegnato ai predetti soggetti.

Il contributo è finalizzato ad occupare il destinatario del provvedimento in attività di formazione e/o lavoro preordinate al futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Il contributo è finalizzato alla formazione, apprendimento, tirocinio, arricchimento professionale, e inserimento del destinatario presso strutture pubbliche, associazioni senza scopo di lucro, associazioni di volontariato, in attività istituzionali dell’ente, studi professionali, presso aziende private, presso i gestori dei servizi comunali, scuole di formazione professionale, ecc.

Il periodo di attività svolta con la borsa di formazione e/o lavoro disposto dal comune puo. essere utilizzato dai destinatari ai fini della formazione dei currucula e di accredito per future attività lavorative.

A tal fine, il Comune rilascia all’interessato apposita certificazione attestante l’attività svolta.

Le attività esercitate dal destinatario della borsa di formazione e/o lavoro , sono sottoposte al controllo del comune ed il contributo è concesso al destinatario in rate posticipate previo accertamento dell’effettiva partecipazione alle attività stabilite dal comune con la borsa di formazione e/o lavoro.

Il contributo è concesso dal rappresentante legale dell’ente o suo delegato, in funzione della validità della richiesta presentata dagli interessati che deve essere ispirata ai principi dettati dal presènte regolamento ed è subordinato alle risorse finanziarie a ciò destinate.

Al fine di favorire l’inserimento dei giovani e dei disoccupati nel mondo del lavoro, le borse di formazione e lavoro possono, inoltre, essere destinate dal Comune:

  • per la partecipazione a corsi di formazione per diplomati e/o laureati e per altre categorie di soggetti in cerca di occupazione, finalizzati alla formazione e/o arricchimento professionale dei destinatari per una migliore e maggiore possibilità di inserimento nel mondo del lavoro;
  • per la corresponsione di una indennità giornaliera ai corsisti di cui alla precedente letera a) , non superiore a quella stabilita dalla regione per i corsi di formazione professionale dalla stessa finanziati, al fine di incentivare la partecipazione;
  • per la partecipazione a stages, attività, di tirocinio, master, formazione in aziende pubbliche e private ed ogni altra attività formativa e/o professionale, compresa l’istruzione o specializzazione universitaria e post universitaria, al fine di favorire la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Art. 31: Assistenza igienico-sanitaria

Il comune può organizzare servizi d’assistenza igienico sanitaria alle famiglie che vivono in condizione di bisogno, di dégrado o di povertà.

L’assistenza igienica sanitaria oltre che nelle forme previste ed organizzate nell’ambito della scuola, può essere organizzata nel nucleo familiare di persone non autosufficienti, abbandonate, prive di mezzi, ecc.

L’assistenza igienico sanitaria può riguardare la persona, l’ambiente in cui vive, le spese sanitarie, la formazione nel settore, ecc.

L’assistenza igienico sanitaria può riguardare il ricovero presso preventori di bambini predisposti alla tubercolosi. Analogamente si può assistere l’adulto bisognoso per il ricovero nei preventori.

L’assistenza igienico-sanitaria può riguardare la cura ed assistenza di persone malate, il ricovero di persone malate in istituti di cura, la compartecipazione alle spese sanitarie per la cura ed assistenza degli ammalati, ecc.

Art. 32: Servizio sociale professionale

Il servizio sociale è preposto alla programmazione, alla organizzazione, alla gestione ed al controllo degli interventi e servizi di carattere socio-assistenziale di competenza del comune.

Il servizio sociale svolge inoltre attività d’informazione, d’indagine e documentazione dei problemi sociali e dei servizi presenti nel territorio, anche per i collegamenti con le altre strutture o servizi comunali e con i presidi socio-sanitari esistenti nel territorio.

Il servizio sociale è organizzato con personale dipendente o volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione, incaricato, convenzionato.

Art. 33: Segretariato sociale

Il segretariato sociale è un servizio con il quale il Comune aiuta i cittadini al disbrigo delle pratiche che riguardano le esigenze singole e quelle della famiglia e fornisce agli utenti le informazioni necessarie per usufruire dei servizi presenti sul territorio.

Il segretariato sociale è organizzato con personale dipendente oppure volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione, in caricato, convenzionato.

Art. 34: Associazioni di volontariato

Al conseguimento degli obiettivi previsti dal presente regolamento e dalle vigenti disposizioni in materia di servizi socio-assistenziali, possono concorrere anche le associazioni di volontariato aventi finalità che attengono alle materie socio-assistenziali.

I volontari dovranno impegnarsi a prestare la loro attività in modo coordinato con quella svolta dal personale dei vari servizi ed attività assistenziali.

Ai volontari, possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute per le attività svolte ed autorizzate dal Comune.

Art. 35: Assistenza domiciliare

Il comune può organizzare forme d’assistenza domiciliare per gli anziani, i portatori di handicap, i minori a rischio, i tossicodipendenti, le persone non autosufficienti, le persone in stato di momentaneo bisogno o d’abbandono, le persone malate, ecc.

Le forme d’assistenza domiciliare organizzate dal comune prevedono secondo i casi gli interventi d’operatori che con la loro attività professionale possono aiutare il destinatario del servizio a superare lo stato di difficoltà in cui versa.

I servizi di assistenza domiciliare sono organizzati con personale dipendente oppure in convenzione a terzi o volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Art. 36: Centri diurni

I centri diurni sono strutture che accolgono vari servizi aperti alla comunità e destinate a diverse esigenze.

Nei centri diurni vengono organizzate diverse iniziative quali ad esempio:

  • cineforum;
  • attività manuali ed artigianali;
  • visite guidate;
  • gite;
  • attività musicali, sportive e ricreative;
  • istruzione e formazione per adulti;
  • ogni altra iniziativa ritenuta utile alo scopo.

In relazione ai bisogni dell’utenza il centro può organizzare specifiche prestazioni a carattere assistenziale (es. mensa, ecc.)

Nella struttura possono prestare la loro attività operatori professionalmente competenti quali ad esempio, assistente sociale, animatori socio-culturali, infermieri professionali, ausiliari generici, collaboratori socio-assistenziali, ecc.

Il personale può essere dipendente comunale o di ditte convenzionate, incaricato, volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Art. 37: Comunità alloggio

Le comunità alloggio sono appartamenti dove vivono insieme un piccolo numero di persone che non hanno la possibilità di rimanere nel proprio domicilio per motivi di carattere economico¬familiare-alloggiativo.

Possono avere funzioni di pronto intervento e/o di permanenza prolungata e devono essere ubicate in zone del territorio che consentono l’effettiva partecipazione alla vita sociale, evitando ogni forma di emarginazione sociale.

La comunità alloggio si pone come soluzione alternativa al ricovero in istituti assistenziali per minori ed in case di cura per handicappati fisici.

In ogni comunità alloggio devono essere previsti un responsabile della conduzione del servizio, una cuoca ed ausiliari per la pulizia dei locali.

I raccordi tra la comunità alloggio ed i servizi territoriali devono essere coordinati dall’assistente sociale.

Le comunità alloggio devono essere preferibilmente inserite in normali strutture abitative con alloggi adeguatamente costruiti o ristrutturati.

Art. 38: Case albergo

Sono costituiti da un complesso di appartamenti minimi di diversa tipologia , dotati di tutti gli accessori necessari per consentire una vita autonoma, destinati a giovani , anziani, nuclei familiari nonché adulti inabili ma autosufficienti.

Gli alloggi raggruppati in unità residenziali, sono dotati di servizi collettivi così da consentire la scelta tra un tipo di vita prevalentemente autonoma e un tipo di vita comunitaria.

E’ opportuno che le case albergo siano ubicate in seno ad agglomerati urbani dove sono presenti punti di vendita, luoghi di culto, centri culturali e ricreativi, verde attrezzato, servizi sanitari, trasporti pubblici.

Nelle comunità alloggio, di norma, sono previsti un responsabile del complesso, un cuoco, ausiliari, portiere, ecc. L’assistente sociale e le figure sanitarie possono essere quelle dei servizi presenti sul territorio.

Art. 39: Centri di accoglienza

Sono costituiti da strutture che accolgono persone sufficientemente autonome e in grado di autogestirsi ma con problemi familiari, sociali ed economici.

La permanenza è normalmente limitata nel tempo.

In essi possono essere accolti adolescenti e giovani sotto i diciotto anni in attesa che si trovi per loro una sistemazione più adeguata e stabile.

Art. 40: Case protette

Ospitano persone non autosufficienti e scarsamente autosufficienti in alloggi con un servizio di assistenza continua di carattere sanitario, domestico e sociale.

Devono essere localizzate nel centro urbano e devono prevedere un operatore sociale responsabile , un cuoco, assistenti educatori, assistente sociale anche part-time, ed ausiliari.

Il personale di riabilitazione deve essere garantito dall’A.U.S.L.

Art. 41: Soggiorni di vacanze

I soggiorni di vacanza costituiscono un servizio sociale destinato a minori ed eventualmente a nuclei familiari.

Il soggiorno di vacanza è inteso come strumento di crescita culturale e sociale.

Per i soggiorni di vacanza sono da privilegiare i minori provenienti da nuclei familiari in condizioni economico sociali precarie oppure coloro che sono portatori di handicap.

Il comune, per le predette finalità, può organizzare soggiorni di vacanze per gli anziani, i minori e gli inabili, gli studenti, i lavoratori, i disoccupati.

Art. 42: Affidamento familiare

In attuazione della legge 4 maggio 1983, n. 184 e delle altre leggi vigenti in materia, il Comune dispone l’affidamento presso famiglie, persone singole o comunità di tipo familiare, dei minori che sono temporaneamente privi d’idoneo ambiente familiare.

L’affidamento familiare è una forma di assistenza sociale intesa come intervento preventivo ed alternativo all’istituzionalizzazione per evitare forme di disadattamento e per garantire al minore condizioni migliori per il suo sviluppo psico-fisico, qualora la famiglia di origine si trovi temporaneamente nell’impossibilità di assicurarle.

L’affidamento è disposto dal Comune, su proposta del servizio sociale comunale , con il consenso dei genitori o del tutore, sentito il minore che ha compiuto il 12° anno di età.

Non si possono affidare più di due minori allo stesso nucleo familiare salvo che non si tratti di più fratelli.

Il comune stabilisce gli adempimenti sia per gli affidatari che per le famiglie di origine esercita i compiti di vigilanza e tiene informata l’autorità minorile che ha reso esecutivo il provvedimento di affido.

Il comune assicura inoltre agli affidatari il necessario sostegno economico preordinato all’inserimento del minore nel nuovo ambiente di vita.

Art. 43: Minori e rapporti con l’autorità giudiziaria

Il comune attua tutte le forme d’assistenza nei confronti dei minori che hanno rapporti di qualunque natura con l’autorità giudiziaria.

Il servizio sociale del comune è tenuto a:

  • segnalare all’autorità giudiziaria minorile i casi d’abbandono, maltrattamento di minori, di cattivo esercizio delle potestà parentali sotto l’aspetto materiale e morale, di disadattamento ed ogni altra situazione che possa essere di pregiudizio per i diritti egli interessi dei minori;
  • vigilare sugli istituti di ricovero con pernottamento perché trasmettano ogni semestre al giudice tutelare competente per territorio l’elenco dei minori ricoverati corredato dalle notizie richieste dall’articolo 9 della 184/83;
  • svolgere, ove richiesti dall’autorità Giudiziaria, indagini ed accertamenti di ordine psicologico e sociale ai fini dell’autorizzazione al matrimonio di minori, all’affidamento della prole in caso di separazione, scioglimento o dichiarazione di nullità del matrimonio dell’esercizio delle potestà genitoriali;
  • A svolgere accertamenti ai fini della dichiarazione dello stato di adottabilità, affidamento preadottivo e adozione.

Il comune, inoltre, attua tutte le iniziative atte a prevenire il fenomeno della devianza o disagio dei minori e per favorire il loro recupero con servizi adeguati ed il reinserimento nella vita sociale

Art. 44: Recupero di minori ed adulti

Il comune attua i seguenti interventi e servizi per il recupero di minori ed adulti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria:

  • assistenza economica;
  • assistenza abitativa;
  • servizi residenziali;
  • inserimenti lavorativi anche attraverso cooperative.

Art. 45: Illegittimi abbandonati od esposti all’abbandono

Il comune attua forme di assistenza per i bambini abbandonati o esposti all’abbandono, i bambini denunciati allo stato civile come ignoti, i bambini nati da unione illegittima e riconosciuti dalla sola madre.

Con il nuovo quadro delle funzioni attribuite ai Comuni dall’art. 13 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto2000, n. 267, l’assistenza agli illegittirni, sotto forma di sussidi alle madri che allevano i figli, rientra nelle competenze dei Comuni ai quali spettano le funzioni che riguardano la popolazione nel settore organico dei servizi sociali.

Art. 46: Attività ricreative e culturali

Il minore ha diritto ad essere tutelato dai rischi della strada e della devianza.

La Regione Siciliana ha decentrato ai Comuni gli interventi per la promozione culturale e l’educazione permanente relative alle attività educative e ricreative per il tempo libero, la promozione di attività sportive e di avviamento allo sport.

Il comune attua tutti i servizi che ritiene necessari per l’animazione ricreativa e culturale, servizi per fornire ai minori nuovi spazi di socializzazione, come centri diumi di accoglienza, e favorire tutte le iniziative finalizzate ad un completo ed armonico sviluppo della personalità minorile.

Art. 47: Cantieri scuola e cantieri di lavoro

Il comune attua tutti gli interventi necessari a rimuovere le cause di disagio sociale che derivano dalla mancanza di lavoro, con l’istituzione di cantieri scuola e cantieri di lavoro previsti dalle leggi regionali in materia.

Art. 48: Prevenzione criminalità minorile

Il comune attua progetti ed iniziative finalizzati alla prevenzione della criminalità minorile che sono attuati nel contesto sociale in cui si rende necessario intervenire.

Le iniziative del comune possono essere finalizzate alla organizzazione d’attività formative, di studio, attività lavorative, attività culturali, attività sportive, ecc.

Le iniziative del comune devono avere come obiettivo quello di prevenire o eliminare le cause che possono creare condizioni di disagio, di degrado o di difficoltà momentanea o permanente di minori a rischio.

Per i minori soggetti al rischio di coinvolgimento in attività criminose con legge 19 luglio 1991, n. 216 (pubblicata nella G.U. n. 171 del 23 luglio 1991) sono state previste iniziative dirette a tutelare e favorire la crescita, la maturazione individuale e la socializzazione.

Art. 49: Interventi per i tossicodipendenti

Le attribuzioni normàtive relative .all’assistenza socio-sanitaria in favore dèi tossicodipendenti sono distribuite tra diversi soggetti:

  1. COMPETENZE DEL PREFETTO
  2. Nell’ambito della Prefettura opera il nucleo operativo per tossicidipendenti (N.O.T.) composto da un funzionario di prefettura, da assistenti sociali e da volontari competenti.

    Il N.O.T. intrattiene rapporti di collaborazione con i SE.R.T. delle unità sanitarie locali e con le strutture di prevenzione e recupero.

  3. COMPETENZE DELL’ex PROVVEDITORATO AGLI STUDI oggi CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI (C.S.A.)
  4. Il C.S.A. svolge competenze di promozione e coordinamento, a livello provinciale, delle iniziative di educazione e di prevenzione.

    Organizza corsi di aggiornamento e di studio per insegnanti e corsi sperimentali di scuola media per lavoratori.

    Si occupa dei centri di informazione e consulenza nelle scuole e delle iniziative di studenti animatori.

  5. COMPETENZE A.U.S.L.
  6. Presso l’A.U.S.L. è istituito il servizio per le tossicodipendenze ( SE.R.T.) con le seguenti funzioni:

    • attuare interventi di primo sostegno ed orientamento per i tossicodipendenti e le loro famiglie;
    • interventi di prevenzione e informazione particolarmente nelle fasce giovanili;
    • accertare lo stato di salute psicofisica e le condizioni sociali del soggetto;
    • certificare lo stato di tossicodipendenza;
    • definire i progranuni terapeutici individuali compresi gli interventi socio-riabilitativi;
    • realizzare direttamente o in convenzione con le strutture di recupero sociale il programma terapeutico;
    • attuare gli interventi di prevenzione della diffusione dell’A.I.D.S. e di altre patologie correlate alla tossicodipendenza;
    • valutare i risultati del trattamento e del programma
    • rilevare i dati statistici ed epidemiologici relativi alla propria attività ed al territorio di competenza.
  7. ATTRIBUZIONI DEL COMUNE
    • si occupa della prevenzione dell’ emarginazione e disagio giovanile, previa rilevazione ed analisi delle cause che li determinano;
    • si occupa del reinserimento scolastico, lavorativo e sociale del tossicodipendente;
    • collabora con le strutture del privato sociale attraverso convenzioni e/o finanziamenti per interventi di prevenzione e di recupero sociale;
    • gestisce in forma diretta o in convenzione di centri di prima accoglienza ed unità da strada finalizzati alla riduzione del rischio.

Art. 50: L’asilo nido

E’ istituito l’asilo nido comunale che ha lo scopo di provvedere aila temporanea cura e custodia dei bambini per assicurare un’adeguata assistenza alla famiglia e anche per facilitare l’accesso della donna al lavoro nei quadro di un completo sistema di sicurezza sociale.

L’asilo nido è un servizio aperto a tutti per garantire un efficace intervento nel momento educativo del bambino allo scopo di favorirne lo sviluppo armonico, il processo di socializzazione , una equilibrata alimentazione.

L’assistenza nell’asilo nido è destinata ai bambini d’età fino a tre anni le cui famiglie risiedano o prestino attività lavorativa nella zona che l’asilo nido è destinato a servire.

Per l’ammissione all’asilo nido è richiesta una contribuzione da parte degli utenti in funzione del reddito familiare percepito.

Le domande d’ammissione all’asilo nido sono prese in considerazione in funzione del numero massimo degli utenti che possono essere ammessi. Hanno la precedenza gli utenti residenti nel comune di S. Teresa di Riva.

Le domande d’ammissione sono prese in considerazione in ordine cronologico di presentazione. L’utente ammesso ha diritto di frequentare l’asilo nido comunale fino alla conclusione dell’anno scolastico in corso alla data di compimento del terzo anno d’età.

Il personale dell’asilo nido comunale è rapportato per numero e qualificazione professionale al numero degli utenti iscritti.

Alla presenza d’alunni portatori di handicap, il comune può destinare figure professionali alla cura ed assistenza ditali alunni.

Il comune può istituire l’asilo nido estivo che funziona nel periodo di chiusura del servizio normalmente erogato dall’asilo nido comunale.

Il comune può istituire attività integrative e forme di potenziamento delle attività svolte nell’asilo nido comunale che ritiene necessarie per una maggiore e migliore integrazione, socializzazione e crescita psicofisica degli utenti.

Il comune può destinare al servizio d’asilo nido comunale figure professionali di supporto al fine di creare una rete di protezione per i divezzi ed i lattanti (educatori professionali, collaboratori, psicologi, psichiatri, medici, infermieri professionali, assistenti, econome dietiste, cuochi, commis di cucina, inservienti, insegnanti, ecc.)

Tutto il personale dell’asilo nido comunale può essere assunto a tempo determinato od a tempo indeterminato, stagionale od occasionale.

Per tutti i servizi da erogare nell’ asilo nido comunale può essere destinato personale con incarico professionale o contratto di collaborazione coordinata e continuativa, volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione od in altre forme stabilite dall’ ordinamento giuridico.

I servizi di supporto e potenziamento delle attività dell’asilo nido comunale e quelli relativi all’istituzione dell’asilo nido estivo, possono essere affidati direttamente a terzi. In tal caso, in funzione del numero e qualificazione professionale del personale da destinare ai servizi di supporto e potenziamento dell’asilo nido il comune provvede alla designazione del personale con contestuale assegnazione della dotazione personale finanziaria necessaria per ogni figura professionale assegnata al gestore. Considerato che la spesa per il personale è incomprimibile, con il provvedimento di designazione del personale, il comune può assegnare la dotazione finanziaria al gestore o direttamente al lavoratore. Nel provvedimento con il quale è conferita la designazione sono stabilite e regolate le prestazioni professionali richieste, i rapporti del personale con il gestore ed i rapporti finanziari intercorrenti tra il comune, il gestore ed il personale.

Art. 51: Altre forme d’assistenza

Il Comune può organizzare o attuare ogni altra forma d’assistenza anche se non prevista dal presente regolamento, che sia finalizzata a sostenere il cittadino in ogni situazione temporanea o permanente d’insufficienza di mezzi economici o d’inadeguata assistenza familiare.

Il comune può organizzare ed attuare tutte le forme di intervento previste dal decreto presidenziale 4 novembre 2002 concernente le linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione Siciliana.

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