Sei in: Home » Il Comune » Regolamenti » Regolamento Servizi Socio - Assistenziali » Capo II

Regolamento Servizi Socio - Assistenziali

CAPO II: I SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI PER LA SCUOLA


Art. 6: Trasporto scolastico interno

Il Comune può istituire servizi di trasporto scolastico interno per gli alunni della scuola dell’obbligo e per quelli delle scuole materne, con autobus e minibus o scuolabus e miniscuolabus a ciò destinati.

Il servizio di trasporto può essere gestito direttamente dal comune o affidato a terzi.

Qualora il servizio è affidato a terzi, il Comune può dare in uso eventuali mezzi di cui dispone.

Quando il servizio è affidato a terzi, il personale da impiegare per l’esercizio del servizio può essere designato dal comune con contestuale assegnazione della dotazione finanziaria che costituisce spesa “incomprimibile” sulla quale nulla il contraente ha da pretendere. Il personale, inoltre, può essere volontario con rimborsò spese o .destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Quando il servizio di trasporto scolastico è affidato a terzi, con il capitolato d’oneri che disciplina i rapporti contrattuali sono stabilite le modalità d’esecuzione del .servizio, gli obblighi del contraente, gli oneri a carico del comune, le modalità ed i rapporti contrattuali con il personale da destinare al servizio che sono ispirati ai principi contenuti nel presente articolo.

Art. 7: Trasporto scolastico esterno

Per gli alunni delle scuole secondarie residenti nel comune di S. Teresa di Riva che frequentano scuole ed istituti ubicati in comuni diversi, il comune può pagare in tutto od in parte le spese sostenute per il trasporto con i mezzi pubblici.

Il pagamento può avvenire alle seguenti condizioni:

  • che nel comune di S. Teresa di Riva non esiste il corrispondente istituto o scuola;
  • che la tipologia della scuola o istituto presso cui lo studente è iscritto (professionale, geometra, ecc.) è la più vicina al comune di S. Teresa di Riva;
  • che sia presentata la domanda entro il 30 novembre d’ogni anno a valere per l’anno scolastico in corso a tale data, corredata dai documenti richiesti dal Comune (certificato d’iscrizione, ecc.).

Entro il 31 luglio d’ogni anno, gli interessati devono presentare domanda con allegati gli abbonamenti dei mezzi pubblici utilizzati per l’anno scolastico precedente ed il certificato di frequenza rilasciato dall’istituto o scuola d’appartenenza.

Il rimborso delle spese sostenute per gli abbonamenti mensili può essere effettuato alla presenza di risorse finanziarie a ciò destinate. Qualora il comune non dispone di risorse finanziarie da destinare allo scopo, nulla ha a che pretendere l’utente per il mancato rimborso degli abbonamenti pagati.

Il rimborso può essere effettuato anche parzialmente in funzione delle risorse finanziarie disponibili.

Nel caso in cui pur essendoci una scuola o istituto territorialmente più vicino al Comune di S. Teresa di Riva, lo studente frequenta una scuola della stessa tipologia ubicata più lontana, il comune può rimborsare la quota massima che lo studente avrebbe pagato se avesse frequentato la scuola più vicina.

Art. 8: La refezione scolastica

Il Comune può istituire il servizio di refezione scolastica destinato agli alunni che frequentano le scuole dell’obbligo o i servizi di pre scuola e post scuola.

Il servizio di refezione scolastica consiste nella preparazione e distribuzione dei pasti da somministrare agli alunni che ne facciano richiesta.

Per l'esercizio del servizio il Comune mette a disposizione del contraente idonei locali e le attrezzature di cui dispone.

Il servizio di refezione è a domanda individuale, nel senso che gli utenti per usufruire ditale servizio devono presentare domanda nei modi e termini stabiliti dal comune.

Per usufruire del servizio di refezione scolastica si paga una tariffa stabilita dal comune.

Le modalità di funzionamento del servizio sono stabilite con il capitolato d’oneri che disciplina i rapporti tra il comune ed il terzo contraente.

Il servizio funziona in ogni plesso in cui è disponibile un locale da adibire a mensa scolastica.

Il servizio non è un diritto dell’utente ma bensì una facoltà che può essere esercitata se ed in quanto il comune organizza tale servizio.

Il personale destinato al servizio può essere dipendente comunale o dipendente dalla ditta incaricata del servizio; può essere assunto con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o destinatario d’incarico professionale; può essere designato dal Comune con contestuale impegno della dotazione finanziaria occorrente ed assunto dalla ditta incaricata; Il personale, inoltre, può essere destinatario di progetti d’utilità collettiva o di contratti di formazione e lavoro; ecc. Può essere volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Per l’esercizio del servizio di refezione scolastica sono previste tutte le figure professionali necessarie al buon funzionamento dello stesso quali ad esempio cuochi, aiuti cuochi, commis di cucina, inservienti, assistenti, econome dietiste, collaboratori scolastici, autisti , ecc.

Prima e durante l’esecuzione del servizio possono essere concordate con il contraente tutte le modalità e le variazioni e modifiche necessarie al buon funzionamento del servizio ed al miglioramento dello stesso che dovessero rendersi necessarie.

Di norma, il capitolato d’oneri disciplina le modalità d’esecuzione del servizio ed i rapporti finanziari tra il comune ed il contraente mentre, gli impegni di spesa sono presi dal responsabile del procedimento di spesa a ciò designato in funzione del numero di pasti somministrati o da somministrare agli utenti che ne facciano richiesta.

Indipendentemente dalla data d’inizio del servizio, l’affidamento e/o rinnovo dello stesso deve avvenire di norma con congruo anticipo rispetto all’inizio dell’anno scolastico (possibilmente prima della conclusione dell’anno scolastico precedente) in modo da consentire la migliore organizzazione del servizio in ogni plesso, il censimento degli utenti che intendono usufruire del servizio, la fornitura dei mezzi e materiali necessari, l’assegnazione del personale occorrente, il rilascio d’eventuali autorizzazioni (sanitarie, HACCP, ecc.), la stipula di eventuali contratti ( luce, telefono, ecc.) la manutenzione dei locali ed attrezzature ed ogni altra modalità organizzativa ritenuta utile e necessaria al buon funzionamento del servizio.

Al fine di contenere la spesa per il comune, il rinnovo con affidamento del servizio può essere effettuato anche per più anni scolastici a condizione che restano immutati i prezzi stabiliti con il primo affidamento per ogni pasto somministrato. Contestualmente al rinnovo possono essere concordate modifiche al capitolato o contratto precedente purché restino invariati i prezzi unitari dei singoli pasti somministrati.

Durante la somministrazione dei pasti nelle mense dei vari plessi scolastici deve essere garantita la presenza di personale destinato al servizio da parte della scuola d’appartenenza, ferme restando le competenze del gestore per quanto riguarda la pulizia dei locali adibiti a refettorio.

Il servizio di refezione scolastica è destinato agli alunni delle scuole dell’obbligo e della scuola materna che, per gli orari scolastici o per la distanza della scuola dalla residenza, non possono rientrare tempestivamente alla propria abitazione.

Art. 9: I buoni libro

Il comune può erogare buoni libro agli alunni è studenti delle scuole dell'obbligo per garantire il diritto allo studio in base alle risorse finanziarie di cui dispone.

Il buono libro consiste nel rimborso allo studente di una quota parte delle somme spese per l’acquisto dei libri di testo.

L’importo del buono libro non può essere superiore a quello stabilito dalle leggi Regionali e Statali.

Quando le risorse finanziarie disponibili non consentono di soddisfare in tutto od in parte le richieste degli studenti, la selezione è effettuata tenuto conto del reddito del nucleo familiare d’appartenenza.

Art. 10: I servizi di pre scuola e di post scuola

Il comune può organizzare servizi di pre scuola e di post scuola in favore degli alunni delle scuole dell’obbligo che frequentano gli istituti e scuole ricadenti nell’ambito territoriale di competenza.

Il servizio .di pre scuola consiste nel consentire agli alunni di anticipare fino ad un massimo di due ore l’ingresso alla scuola frequentata, salvo particolari esigenze segnalate.

Il servizio di post scuola consiste nel posticipare l’uscita dalla scuola frequentata dagli alunni fino ad un massimo di due ore rispetto al normale orario effettuato, salvo particolari esigenze segnalate.

I servizi di pre scuola e di post scuola sono finalizzati a garantire una rete di protezione per gli alunni delle famiglie di lavoratori che per ragioni d’orario, mezzi di trasporto, ed altre circostanze connesse alle attività lavorative o familiari in genere, hanno bisogno di usufruire del servizio.

Ai servizi di pre scuola e di post scuola in ogni caso possono partecipare tutti gli alunni indipendentemente dalle necessità lavorative o familiari dei genitori, al fine di migliorare il percorso di scolarizzazione e di socializzazione.

Durante i servizi di pre scuola e post scuola sono effettuate attività didattiche, attività integrative, attività ricreative e culturali, attività psicomotorie, ed ogni altra attività ritenuta utile per gli alunni frequentanti.

I servizi di pre e post scuola sono finalizzati, inoltre, allo sviluppo della personalità del fanciullo attraverso la promozione di attività di alfabetizzazione culturale, linguistica, informatica, ecc. e di interventi di recupero e supporto agli alunni portatori di handicap.

Per i servizi di pre scuola e di post scuola possono essere organizzati altri servizi di supporto quali ad esempio il trasporto scolastico, la mensa scolastica anche con prima colazione ecc.

Il servizio di pre scuola e di post scuola può essere gestito direttamente dal comune o con affidamento a terzi (cooperative, ditte, ecc.)

Il personale destinato al servizio può essere incaricato dal comune con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, con incarico professionale ed in qualunque altra forma consentita dal vigente ordinamento giuridico, anche per periodi stagionali od occasionali. Può essere volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Quando il servizio è affidato a terzi, (cooperative, ditte, ecc.) si stabilisce una quota base di compenso commisurata alle prestazioni richieste ai terzi incaricati ed all’utile d’impresa. In tal caso, le spese per il personale sono scorporate dal compenso base in quanto incomprimibili e quindi destinate alla effettiva prestazione richiesta alle figure professionali impiegate nel servizio.

Il personale, nel caso d’affidamento a terzi, può essere designato dal Comune con contestuale impegno della dotazione finanziaria occorrente per il suo impiego nel servizio.

Al servizio può essere destinato personale volontario per la cui prestazione e compartecipazione il comune può erogare contributi non superiori alle tariffe orarie di categoria.

In caso d’affidamento a terzi, sono stabilite le clausole contrattuali tra il comune ed i terzi incaricati nonché quelle relative alla forma d’assegnazione del personale da destinare al servizio che può essere:

  • dipendente comunale;
  • incaricato dal Comune;
  • dipendente del soggetto contraente (cooperativa, ditta, ecc.);
  • volontario;
  • con sistema misto (parte assegnato dal comune e parte dal contraente);
  • designato dal comune ed assunto dal contraente;
  • destinatario di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o incarico professionale;
  • volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione;
  • destinato a tale servizio in qualunque altra forma consentita dall’ordinamento giuridico;
  • destinatario di lavori socialmente utili (L.S.U.).

Il personale destinato al servizio può essere costituito da insegnanti, assistenti educatori, collaboratori scolastici, inservienti, ausiliari, educatori professionali, psicologi, psichiatri, econome dietiste, sociologo, assistenti portatori di handicap, insegnanti di lingua, operatori o programmatori di personal computer, animatori socio-culturali, istruttori ISEF, pedagogisti, ed ogni altra figura professionale ritenuta utile alla creazione di una rete di protezione per gli utenti del servizio.

Art. 11: I servizi di vigilanza

Il Comune può organizzare servizi di vigilanza che precedono l’ingresso degli alunni nelle scuole cittadine e l’uscita dalle medesime scuole.

I servizi di vigilanza sono destinati:

  • ad evitare i pericoli che derivano dalla circolazione stradale nelle adiacenze delle scuole;
  • a prevenire fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti o altre sostanze pericolose e vietate dalla legge.

I servizi di vigilanza sono organizzati con personale dipendente oppure volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

I servizi di vigilanza possono riguardare, inoltre:

  • il controllo sul funzionamento dei servizi scolastici (mensa, trasporto scolastico, ecc.).

Art. 12: Dispersione scolastica

Il Comune attraverso i servizi socio assistenziali organizzati sul territorio, attua servizi di accertamento e recupero della dispersione scolastica, in collaborazione con i competenti organi della scuola.

Il comune può istituire progetti, corsi di recupero, assistenza domiciliare e familiare, assistenza personale, forme d’assistenza scolastica ed ogni altra iniziativa ritenuta utile al raggiungimento degli obiettivi che sono quelli di ridurre al massimo il fenomeno della dispersione scolastica.

Per il recupero della dispersione scolastica il comune può impiegare personale dipendente, incaricato, volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Art. 13: Educazione alla salute

Il Comune può attuare progetti e corsi di formazione per il personale della scuola e per gli alunni e studenti in materia di educazione alla salute, igiene dell’alimentazione, assistenza igienico personale, ed ogni altra tipologia d’intervento in materia che si rende necessaria.

Art. 14: Borse di studio

Il comune può istituire borse di studio per gli studenti d’ogni ordine e grado.

La borsa di studio comunale consiste nella erogazione di un premio in denaro oppure in viaggi premio oppure nella fornitura di beni strumentali, ecc.

Le modalità di partecipazione ed i premi sono stabiliti con il bando che indica la selezione.

Art. 15: Assistenza igienica - personale

L’assistenza igienica-personale riguarda gli alunni portatori di handicap come previsto dalla legge 1 04/92.

Per i predetti alunni, il Comune può organizzare un servizio d’assistenza igienica personale durante le ore di permanenza a scuola.

Art. 16: Le scuole materne comunali

La scuola materna è la prima esperienza di scolarizzazione necessaria per la maturazione emotivo-intellettuale dei minori e per la loro socializzazione.

Il Comune può istituire scuole materne Comunali qualora accerta la mancanza o insufficienza in determinati ambiti territoriali di scuole materne statali e/o regionali.

Le scuola materne non statali e quindi anche le scuole materne comunali, sono regolate dal capo I del titolo VIII del testo unico sulla pubblica istruzione.

Come stabilito dal Consiglio di Stato (C.D.S. - VI, 97021 novembre 1990), il Comune nell’istituzione e gestione di scuole materne agisce nell’ambito dei suoi compiti istituzionali.

Il personale insegnante delle scuole materne comunali dipende dal Comune ed è ordinato secondo la disciplina prevista per gli altri dipendenti comunali e dal relativo contratto di lavoro.

Per l’insegnamento nelle scuole materne Comunali sono richiesti gli stessi titoli di studio richiesti per l’analogo insegnamento nelle scuole materne statali.

Il personale può essere assunto a tempo indeterminato o a tempo determinato in funzione delle necessità ed organizzazione attuata.. Può essere volontario con rimborso spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

Il personale può essere altresì assunto a carattere stagionale od occasionale.

Per garantire il funzionamento delle scuole materne comunali, inoltre, possono essere attribuiti chi professionali ad insegnanti in possesso del titolo di studio richiesto.

Con l’istituzione delle scuole materne comunali è contestualmente stabilito l’organico del personale insegnante e non docente necessario al buon funzionamento delle sezioni di scuola materna istituite.

Gli alunni delle scuole materne comunali hanno stessi benefici e servizi erogati dal Comune per le scuole materne statali e regionali.

Art. 17: Educazione per gli adulti

Tra le iniziative di crescita culturale della popolazione, il Comune può organizzare ogni utile iniziativa finalizzata alla educazione degli adulti.

Le iniziative Possono essere di tipo scolastico (apprendimento, aggiornamento, approfondimento, ecc.) con o senza il rilascio di titoli di studio.

Le iniziative, inoltre, possono essere d’altra natura ma in ogni modo sempre finalizzate alla educazione degli adulti per una maggiore e migliore crescita culturale, familiare e sociale.

Art. 18: Il buono scuola

Salvo che la legge non disponga altrimenti, il Comune può erogare il buono scuola agli alunni e studenti che versano in disagiate condizioni economiche e non hanno la possibilità economica di coprire in tutto od in parte le spese necessarie a garantire la regolare frequenza scolastica.

Il buono scuola consiste nella erogazione di un contributo che consente alla famiglia d’appartenenza di effettuare tutte le spese necessarie per la frequenza scolastica (libri, materiale didattico, trasporto, vestiario, ecc.).

In alternativa alle somme in denaro possono essere forniti beni necessari alla frequenza (libri, materiale didattico, tute, vestiario, ecc.).

Il buono scuola può prevedere viaggi di istruzione, gite, attività integrative o di recupero scolastico.

Art. 19: Piano dell’offerta formativa

Il Comune partecipa al piano dell’offerta formativa delle scuole cittadine, con iniziative formative, culturali, assistenziali, ricreative ed ogni altra tipologia d’intervento ritenuta utile.

Il Comune può finanziare in tutto od in parte le iniziative della scuola inserite nei rispettivi piani dell’offerta formativa.

Il Comune può fornire risorse umane, beni mobili e materiale occorrente alle iniziative attuate dalle scuole nell’ambito del piano per l’offerta formativa.

Torna al Sommario del Regolamento