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Regolamento Servizi Socio - Assistenziali

CAPO I: DISPOSIZIONI GENERALI


Art. 1: Oggetto

Il presente regolamento ha per oggetto l’ordinamento, la classificazione, la disciplina, e la gestione dei servizi socio assistenziali di competenza del Comune di S. Teresa di Riva.

Il presente regolamento, inoltre, è finalizzato a dare risposte concrete alle persone affette da pauperismo e cioè prive totalmente o quasi di mezzi di sussistenza.

Il presente regolamento, disciplina altresì tutte le forme di assistenza e di beneficenza nonché di contrasto dello stato di bisogno determinate dalle cause più varie quali ad esempio quelle di natura economica, sociale, individuale, di salute fisica o psichica, di indigenza e povertà, di difficoltà di inserimento sociale o lavorativo e di aiuto alle persone in ogni circostanza temporanea o permanente che determina uno stato di difficoltà.

Il presente regolamento, infine, disciplina le forme assistenziali e promozionali finalizzate alla crescita socio-culturale ed economica dei cittadini singoli o associati e della collettività in genere.

Art. 2: Norme di riferimento e definizioni

Ai fini della disciplina delle disposizioni stabilite dal presente regolamento, si applicano le norme previste dal vigente ordinamento giuridico ed in particolare:

  • La legge regionale n. 22/86;
  • L.R. n. 1/79;
  • L.R. 214/79;
  • Legge 448/96;
  • Legge 328/2000.

Decreto Presidenziale 4 Novembre 2002- linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione Siciliana.

Si applicano, altresì, le norme stabilite con gli altri regolamenti o provvedimenti amministrativi adottati dai competenti organi del Comune.

Ai fini del presente regolamento deve intendersi:

  • Per Comune: Il Comune di S. Teresa di Riva;
  • Per beneficenza: Elargizione di denaro o di altre utilità dirette a soddisfare ed a lenire disagi e sofferenze individuali;
  • Per assistenza sociale: tutte le funzioni e prestazioni esplicate dal comune nei confronti dei cittadini e che si risolvono in altrettante offerte in denaro, beni, servizi, attrezzature tecniche, ed ogni altra attività informata al criterio generale di prevenire e riparare le condizioni individuali di bisogno, dalla natura più varia.
  • Per sicurezza sociale: il sistema normativo-giuridico-regolamentare sulle materie di competenza del comune il quale l’ente tende a creare una rete di protezione sociale per affrancare il cittadino da situazioni di bisogno rendendolo sicuro dai rischi sociali. Ciò si realizza anche mediante un complesso sistema di servizi socio-assistenziali comunali e sovracomunali.

Art. 3: Modalità d’intervento e forme di assistenza

Le più diffuse modalità di intervento e forme di assistenza che possono essere organizzate o erogate dal comune sono:

  • segretariato sociale;
  • servizio sociale professionale;
  • assistenza economica;
  • assistenza domiciliare;
  • centri diurni di assistenza e di incontro per minori, inabili e anziani;
  • comunità alloggio, case albergo, case protette per minori, anziani ,inabili ed altri soggetti privi di assistenza familiare;
  • centri di accoglienza per ospitalità diurna o residenziale temporanea;
  • soggiorni di vacanza;
  • assistenza abitativa;
  • affidamento familiare e sostegno economico agli affidatari;
  • interventi a favore di minori nei rapporti con l’autorità giudiziaria;
  • interventi di ricovero per persone non autosufficienti;
  • assegni personali in caso di preaffidamento in conseguenza di dimissioni di minori, anziani ed inabili già ricoverati;
  • assistenza economica in favore delle famiglie bisognose dei detenuti e delle vittime del delitto;
  • assistenza post-penitenziaria;
  • iniziative volte alla prevenzione del disadattamento e della criminalità minorile;
  • assistenza scolastica;
  • asilo nido;
  • telesoccorso e teleassistenza;
  • assistenza abitativa;
  • assistenza nuclei familiari in difficoltà;
  • aiuto domestico;
  • attività lavorativa;
  • assegno nucleo familiare; (L. 448/96)
  • assegno maternità; ( L. 448/96)
  • attività di inserimento sociale, di formazione professionale e culturale in genere.

Tutte le altre forme di assistenza e di intervento del comune previste dal presente regolamento e quelle che ancorché non previste si rendono necessarie per sollevare il cittadino da situazioni particolari di bisogno e per favorirne la crescita sociale ed economica.

Art. 4: Studi e ricerche

Il comune può destinare le risorse finanziarie di cui dispone per studi e ricerche socialmente utili per il miglioramento ed il potenziamento dei servizi socio assistenziali.

Gli studi e le ricerche possono riguardare:

  • Piani di organizzazione e di sviluppo dei servizi socio assistenziali;
  • La individuazione degli obiettivi prioritari da perseguire;
  • La tipologia dei servizi e degli interventi da attuare;
  • La metodologia degli interventi;
  • Gli strumenti amministrativi da adottare per la disciplina dei servizi socio assistenziali (regolamenti, ordinanze, piani, programmi, ecc.);
  • Ogni altra fattispecie ritenuta utile alla creazione di una rete di protezione per i cittadini in materia di sicurezza sociale.

Gli studi e le ricerche di cui al presente articolo possono essere eseguiti:

  • con personale dipendente;
  • con esperti, consulenti, organi consulenti, incarichi professionali; cooperative, ditte, società ed associazioni comprese quelle di volontariato, ecc.;
  • con volontari ai quali si rimborsano le spese o destinatario di borse di formazione e/o lavoro nonché destinatario di provvedimenti di inserimento sociale, inserimento professionale o di formazione.

In tutti i casi, il destinatario del provvedimento di nomina per studi e ricerche è individuato dal rappresentante legale dell’ente o suo delegato.

Con l’affidamento dell’incarico il Sindaco o suo delegato, stabilisce termini, modalità e costi relativi agli studi e ricerche da effettuarsi.

Art. 5: Finalità

Il comune persegue le seguenti finalità:

  • realizzazione di servizi di preparazione e di sostegno alla relazione genitore-figli, di contrasto della povertà e della violenza, nonché di misure alternative al ricovero dei minori in istituti educativo-¬assistenzali, tenuto conto altresì della condizione dei minori stranieri;
  • innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia;
  • realizzazione di servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche;
  • realizzazione di azioni positive per la promozione dei diritti civili dell’infanzia e dell’adolescenza, per l’esercizio dei diritti civili fondamentali, per il miglioramento della fruizione dell’ambiente urbano e naturale da parte dei minori, per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei minori, per la valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche;
  • azioni per il sostegno economico ovvero di servizi alle famiglie naturali o affidatarie che abbiano al loro interno uno o più minori con handicap al fine di migliorare la qualità del gruppo-famiglia ed evitare qualunque forma di emarginazione e di istituzionalizzazione;
  • ampiezza delle azioni funzionali alla redditualità minima, ai rapporti sociali familiari, alle Misure di protezione, alle strutture ricettive, alla tutela dei minori;
  • dall'innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia;
  • dai servizi ricreativi e educativi per il tempo libero;
  • dalle azioni corrette per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • dal servizio d’informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico;
  • della creazione di una rete di protezione sociale che possa migliorare lo stato di assistenza e/o di bisogno dei cittadini singoli o associati, all’interno del nucleo familiare, nei luoghi di lavoro e nel contesto sociale in cui operano.

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