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Regolamento del Consiglio Comunale

PARTE 5 - CAPO II: LE DELIBERAZIONI


Art. 67: Forma e contenuti

  1. L’atto deliberativo adottato dal Consiglio comunale deve contenere tutti gli elementi essenziali, necessari affinché sia valido ed efficace. Tutti gli atti devono essere motivati.
  2. Su ogni proposta di deliberazione deve essere espresso il parere eventualmente previsto dalla legge. I pareri debbono essere inseriti nella deliberazione. Gli impegni di spesa non possono essere assunti senza l’attestazione della copertura finanziaria da parte del Responsabile del Servizio Finanziario. Senza tale attestazione l’atto è nullo di diritto.
  3. Nel caso in cui l’ente non abbia responsabili dei servizi, il parere è espresso dal Segretario comunale, in relazione alle sue competenze.
  4. L’istruttoria della deliberazione è effettuata dai funzionari responsabili e dal Segretario comunale il quale cura che i pareri siano espressi con chiarezza, in modo da assicurare al Consiglio comunale tutti gli elementi di valutazione necessari per assumere le decisioni che allo stesso competono.
  5. Quando il testo della deliberazione proposto, depositato nei termini stabiliti dal regolamento, non viene emendato durante i lavori del Consiglio, esso viene sottoposto a votazione senza che ne sia data lettura, salvo che la stessa sia espressamente richiesta da un Consigliere comunale, precisandone i motivi.
  6. Quando il testo della deliberazione proposto viene emendato nel corso del dibattito il testo del dispositivo dell’atto emendato viene letto al Consiglio prima della votazione, insieme con l’eventuale parere espresso dai competenti organi.
  7. Il coordinamento tecnico dell’atto ha luogo nel corso del procedimento deliberativo. In sede di verbalizzazione possono essere effettuati, a cura del Segretario comunale, soltanto perfezionamenti di carattere meramente letterale.
  8. Di tutti i pareri obbligatori di altri organismi ed enti devono essere riportati il contenuto conclusivo e gli estremi.

Art. 68: Approvazione – Revoca – Modifica - Efficacia

  1. Il Consiglio Comunale approvandole, con le modalità di cui al successivo capo III, adotta le deliberazioni secondo il testo, originario od emendato, conforme allo schema proposto in votazione.
  2. Il Consiglio Comunale, secondo i principi dell’autotutela, ha il potere discrezionale di provvedere alla revoca, modifica, integrazione e sostituzione delle proprie deliberazioni, in particolare quando si accertino o si presentino fatti e circostanze che non sono stati valutati al momento dell’adozione del provvedimento.
  3. Le deliberazioni che importino modificazione o revoca di deliberazioni esecutive si hanno come non avvenute ove non sia fatta espressa menzione della volontà dell’organo di revocare, modificare, integrare o sostituire le deliberazioni già adottate, richiamandone gli estremi.
  4. Nei casi in cui gli atti con i quali si dispongono revoche, modifiche, integrazioni o sostituzioni di precedenti deliberazioni esecutive comportino, per effetto delle posizioni nel frattempo costituitesi od acquisite, danni a terzi, gli atti stessi prevedono forme dirette a disciplinare i relativi rapporti.
  5. Quando due deliberazioni contrastano tra di loro per quanto riguarda le norme, il fine, le modalità, gli adempimenti, i procedimenti e quant’altro in esso previsto, si applica il contenuto della deliberazione successiva rispetto a quella adottata in precedenza. In tal caso le norme ed i contenuti della deliberazione precedente sono inefficaci e nessun organo dell’amministrazione ( Sindaco, Giunta, Consiglio, organi burocratici, ecc.) può adottare o eseguire procedimenti o provvedimenti in base alla previdente delibera.
  6. Nel corpo di ogni deliberazione il Consiglio può esprimere la volontà di dichiarare inefficaci le norme e quant’altro in materia deliberato precedentemente dal Consiglio. In tal caso, anche se non espressamente menzionate, tutte le deliberazioni o parti di esse che precedentemente erano state adottate, diventano inefficaci.

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