Sei in: Home » Comune » Regolamento del Consiglio Comunale » Parte 2, Capo III

Regolamento del Consiglio Comunale

CAPO III: DIRITTI


Art. 24: Diritto d’iniziativa

  1. I Consiglieri hanno diritto d’iniziativa su ogni argomento sottoposto alla deliberazione del Consiglio Comunale. Esercitano tale diritto mediante la presentazione di proposte di deliberazione e di emendamenti alle deliberazioni iscritte all’Ordine del Giorno del Consiglio.
  2. I Consiglieri hanno facoltà di presentare proposte di deliberazione concernenti materie comprese nella competenza del Consiglio comunale stabilita dalla Legge e dallo Statuto.
  3. La proposta di deliberazione, formulata per iscritto ed accompagnata da una relazione illustrativa, ambedue sottoscritte dal Consigliere proponente, è inviata al Presidente del Consiglio il quale la trasmette al Segretario Comunale per l’istruttoria. La proposta di deliberazione, completata dall’istruttoria amministrativa, viene dal Presidente trasmessa alla eventuale Commissione permanente competente per materia, che esprime sulla stessa il proprio parere. Nel caso che la proposta risulti estranea alle competenze del Consiglio, non legittima o priva della copertura finanziaria, il Presidente comunica al Consigliere proponente che la stessa non può essere sottoposta al Consiglio Comunale. La comunicazione è inviata per conoscenza ai Capi gruppo. Se l’istruttoria si è conclusa favorevolmente, il Presidente iscrive la proposta all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale indicando, con l’oggetto, il Consigliere proponente.
  4. I Consiglieri hanno facoltà di presentare emendamenti sulle proposte di deliberazione iscritte all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.
  5. Costituiscono emendamenti le correzioni di forma, le modificazioni, integrazioni e parziali sostituzioni del testo della proposta di deliberazione. Gli emendamenti sono presentati, per iscritto, al Presidente del Consiglio, entro le ore antimeridiane del giorno in cui si tiene l’adunanza. Se l’adunanza si svolge nelle ore antimeridiane, gli emendamenti devono essere presentati entro il giorno antecedente all’adunanza. Quando si tratta di proposte di variazione di limitata entità possono essere presentate, in scritto, al Presidente nel corso della seduta. Ciascun Consigliere può presentare più emendamenti, modificarli o ritirarli fino al momento in cui la discussione è chiusa. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio da un altro Consigliere.
  6. Le proposte di emendamenti pervenute prima dell’adunanza sono subito trasmesse dal Presidente al Segretario Comunale che ne cura con procedura d’urgenza l’istruttoria. Quando gli emendamenti sono presentati direttamente in aula il Presidente, per acquisire i necessari elementi di valutazione per l’ulteriore trattazione della delibera, può rinviare la stessa a dopo l’ultimo punto all’Ordine del Giorno. Se non è possibile acquisire i pareri sugli emendamenti ed al fine di non vanificare l’attività dell’ente, il Consiglio a maggioranza dei voti dei presenti può:
    • rinviare l’argomento ad altra seduta per l’acquisizione dei pareri. In tal caso il Segretario Generale convoca per il giorno successivo tutti i soggetti competenti ad esprimere i pareri e li acquisisce agli atti del procedimento entro la stessa giornata;
    • deliberare sulla proposta posta all’Ordine del Giorno rinviando la discussione e la votazione sugli emendamenti ad altra seduta nella quale gli emendamenti costituiscono modifica o integrazione della proposta. In tal caso, il Segretario Generale convoca per il giorno successivo tutti i soggetti competenti ad esprimere i pareri e li acquisisce agli atti del procedimento entro la stessa giornata.(1)
  7. Le procedure e le modalità di presentazione degli emendamenti al bilancio ed al conto consuntivo sono disciplinate dal Regolamento di Contabilità dell’ente e per quanto in esso non previsto si applicano le procedure consentite dal presente Regolamento.
  8. 2)
  9. (3)
  10. (4) (5)
  11. I pareri e le attestazioni dei dipendenti comunali sulle proposte di deliberazione devono essere resi entro 48 ore dalla presentazione della proposta, salvo che non si tratti di atti particolarmente complessi nel qual caso essi devono essere resi entro quattro giorni, salvo i casi di urgenza. Ai fini del presente articolo sono definiti "atti particolarmente complessi":
    • i regolamenti;
    • gli strumenti urbanistici;
    • Statuti

I pareri dell’organo di revisione sulle proposte di deliberazione, ove previsti, devono essere resi entro tre giorni dalla presentazione della proposta di deliberazione, salvo i casi di urgenza. I termini per esprimere i pareri sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo sono stabiliti con il regolamento di contabilità. Nei casi in cui il Consiglio Comunale è convocato d’urgenza e nei casi in cui all’Ordine del Giorno vengono inseriti argomenti urgenti tutti i pareri devono essere espressi entro 24 ore. I pareri e le attestazioni devono essere resi dal soggetto cui per Legge o Regolamento compete l’iniziativa sulla proposta di provvedimento, su semplice richiesta depositata presso l’ufficio competente ad esprimere tale parere o presso l’Ufficio di segreteria dell’ente. Il parere o attestazione deve essere reso in calce alla proposta di deliberazione o con foglio allegato ad essa. Il parere o attestazione deve essere allegato alla proposta di deliberazione entro le ore antimeridiane del giorno in cui si tiene la seduta del Consiglio. Se la seduta si tiene nelle ore antimeridiane, il parere o attestazione deve essere depositato nella giornata precedente. Nei casi di urgenza, il parere o attestazione può essere allegato alla proposta anche durante la seduta, prima della votazione sulla deliberazione cui si riferisce. Il parere o attestazione sugli emendamenti alle proposte di deliberazione deve essere reso prima della votazione della proposta di deliberazione cui si riferisce.(6)

Art. 25: Diritto di presentazione di interrogazioni e mozioni

  1. I Consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni e mozioni su argomenti che riguardano direttamente le funzioni di indirizzo e di controllo politico - amministrativo del Consiglio comunale e le altre competenze allo stesso attribuite dalle Leggi e dallo Statuto.
  2. Le interrogazioni sono presentate all’ufficio del protocollo generale del Comune. Sono sempre formulate per iscritto e firmate dai proponenti.
  3. Il Sindaco o Assessore delegato per materia è tenuto a rispondere per iscritto entro 30 giorni dalla loro presentazione. L’interrogante può chiedere al Presidente del Consiglio l’iscrizione all’O.d.G. dell’interrogazione presentata al Sindaco. In tal caso, il Presidente del Consiglio è tenuto ad iscrivere l’interrogazione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale successivo alla sua presentazione. L’interrogazione viene illustrata in aula da uno degli interroganti a cui è assegnato un tempo massimo di quindici minuti. Il Sindaco o Assessore delegato è tenuto a rispondere alle interrogazioni durante i lavori del Consiglio in cui essa è illustrata. La mancata risposta comporta l’omissione dell’obbligo previsto dall’articolo 27 della L.R. n. 7/92 e dalle altre norme di legge vigenti in materia.
  4. L’interrogazione consiste nella richiesta rivolta al Sindaco per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato o per conoscere i motivi ed i criteri in base ai quali è stato adottato un provvedimento o gli intendimenti con i quali ci si prefigge di operare in merito ad un determinato fatto od intervento.
  5. Le mozioni devono essere presentate per scritto al Presidente del Consiglio, sottoscritte dal Consigliere proponente e sono iscritte all’ordine del giorno della prima adunanza del Consiglio che sarà convocata dopo la loro presentazione.
  6. La mozione consiste in una proposta, sottoposta alla decisione del Consiglio comunale, nell’ambito delle competenze per lo stesso stabilite dalla legge e dallo Statuto, riferita all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, alla promozione di iniziative e di interventi da parte del Consiglio nell’ambito dell’attività del Comune e degli enti ed organismi allo stesso appartenenti od ai quali partecipa. La mozione si conclude con una risoluzione ed è sottoposta all’approvazione del Consiglio, nelle forme previste per la votazione delle deliberazioni.

Art. 26: Richiesta di convocazione del Consiglio

  1. Il Presidente è tenuto a riunire il Consiglio comunale, in un termine non superiore a 20 giorni, quando lo richieda almeno un quinto dei Consiglieri, inserendo all’Ordine del Giorno gli argomenti dagli stessi richiesti.
  2. Il termine di cui al precedente comma decorre dal giorno nel quale perviene al Comune la richiesta dei Consiglieri, indirizzata al Presidente del Consiglio, che viene immediatamente registrata al protocollo generale dell’ente.
  3. Quando nella richiesta è precisato che per gli argomenti da iscrivere all’Ordine del Giorno il Consiglio comunale dovrà effettuare soltanto un esame ed un dibattito generale, senza adottare deliberazioni o risoluzioni, per ciascuno di essi i Consiglieri richiedenti debbono allegare una relazione che illustra l’oggetto da trattare. Nel caso che sia proposta l’adozione di deliberazioni, l’adozione di mozioni e risoluzioni, deve essere osservato quanto stabilito dagli artt. 24 e 25 del presente regolamento.

Art. 27: Diritto d’informazione e di accesso agli atti amministrativi

  1. I Consiglieri Comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle sue aziende, istituzioni ed enti dipendenti, tutte le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del mandato elettivo.
  2. I Consiglieri Comunali hanno diritto di accesso e di consultazione di tutti gli atti dell’amministrazione comunale, esclusi quelli riservati per legge. Il diritto di accesso dei Consiglieri Comunali può essere esercitato con l’assistenza o la consulenza di un procuratore, tecnico, professionista, esperto e qualunque altro soggetto che ad insindacabile giudizio del Consigliere consente allo stesso di avere una maggiore e migliore conoscenza degli atti e procedimenti per i quali è esercitato il diritto di accesso.
  3. L'esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma è effettuato dai Consiglieri richiedendo direttamente le informazioni e la consultazione degli atti al Segretario comunale ed ai Funzionari o dipendenti responsabili preposti ai singoli uffici, servizi, aziende, istituzioni ed altri organismi. Per coordinare l’esercizio del diritto dei Consiglieri con le esigenze di funzionamento dell’organizzazione del Comune e degli altri enti, il Sindaco invia a tutti i Consiglieri l’elenco degli uffici o servizi comunali e degli altri enti ed aziende dipendenti, precisando nello stesso le funzioni esercitate, l’ubicazione, il nominativo del dipendente responsabile e del suo sostituto. I Consiglieri comunali possono ottenere direttamente e senza alcun adempimento procedurale, informazioni e notizie ed effettuare la consultazione di atti utili all’espletamento del loro mandato, direttamente presso il responsabile della struttura organizzativa o presso il responsabile del procedimento. Il funzionario o dipendente che ostacola o si rifiuta di garantire il diritto di accesso del Consigliere comunale stabilito con il presente Regolamento e negli altri casi previsti dalla legge e dagli altri Regolamenti dell’ente è sottoposto a procedimento disciplinare salvo che non si tratti di reato più grave. Il procedimento disciplinare è avviato obbligatoriamente dal Sindaco su specifica comunicazione scritta del Consigliere nella quale sono descritte le circostanze delle inadempienze da contestare. Il procedimento disciplinare, salvo quanto previsto nel presente Regolamento, è definito con le procedure e modalità stabilite con il Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi.
  4. I Consiglieri comunali sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalle legge.

Art. 28: Diritto al rilascio di copie di atti e documenti

  1. I Consiglieri Comunali, per l’esercizio del loro mandato, hanno diritto al rilascio di copia di deliberazioni del Consiglio e della Giunta, di verbali delle Commissioni consiliari permanenti, di verbali delle altre Commissioni comunali istituite per legge, dei bandi e dei verbali di gara, di ordinanze emesse dal Sindaco o dai suoi delegati, di petizioni presentate dai cittadini e di richieste e proposte avanzate dagli organismi di partecipazione di atti e documenti istruttori, di tutti i provvedimenti degli organi burocratici del Comune.
  2. La richiesta per il rilascio di copie è presentata dal Consigliere direttamente presso il responsabile del procedimento o della struttura organizzativa competente per materia. La richiesta può essere presentata, altresì, per iscritto al protocollo generale del Comune o presso l’ufficio di segreteria generale del comune.(1)
  3. (2)
  4. Le copie vengono rilasciate in carta libera con espressa indicazione che il loro uso è limitato all’esercizio dei diritti elettorali connessi alla carica di Consigliere comunale, ai sensi dell’allegato B, n. 1, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642, ed in esenzione dei diritti di segreteria, per lo stesso motivo, in conformità al n. 8 della tabella D allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604 e successive modificazioni.

Art. 29: Diritto di accesso del Presidente e dei Capi Gruppo

  1. Oltre agli altri diritti di accesso previsti per i Consiglieri Comunali dalle leggi e dal presente regolamento, il Presidente del Consiglio ed i capi gruppo hanno diritto:
    • al rilascio delle deliberazioni di Giunta Municipale e Consiglio Comunale contestualmente all’affissione all’albo pretorio; le deliberazioni dichiarate immediatamente esecutive devono essere rilasciate entro tre giorni dalla loro adozione se la pubblicazione avviene successivamente, ove ne fosse fatta motivata richiesta;(1)
    • al rilascio di tutti i provvedimenti degli altri organi del Comune (Sindaco, Funzionari, impiegati, ecc.) entro tre giorni dalla data di adozione; i provvedimenti da rilasciare, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, sono: Ordinanze, determine, ordini di servizio, autorizzazioni, licenze, provvedimenti contingibili ed urgenti, decreti, e tutti gli altri provvedimenti adottati, comunque denominati, ove ne fosse fatta motivata richiesta.(1)
  2. I provvedimenti di cui alle precedenti lettere a) e b) devono essere notificati ai Capi gruppo presso l’ufficio ad ognuno di essi assegnato nel palazzo comunale o presso il domicilio abituale. Essi, possono anche essere consegnati direttamente agli interessati (Presidente o capo gruppo), i quali apporranno la propria firma per ricevuta in calce alla copia del provvedimento stesso.
  3. Al fine di rispettare i tempi e le modalità di rilascio dei provvedimenti previsti dai precedenti commi, il soggetto che adotta un provvedimento in nome e per conto del Comune (Sindaco, Assessore, funzionario, impiegato, Segretario, Direttore Generale, esperto, consulente, ecc.) provvede direttamente con il messo comunale o per il tramite della segreteria generale a trasmettere al Presidente del Consiglio ed ai capi gruppi Consiliari i Provvedimenti adottati. L’organo che ha adottato il Provvedimento si deve assicurare che lo stesso è stato notificato ai destinatari con la restituzione della copia contenente la relata di notifica o con la firma per ricevuta dell’interessato (Presidente o Capo gruppo) in calce alla copia del provvedimento di che trattasi. In mancanza, egli è ritenuto responsabile della omissione perseguibile a norma di legge. Gli adempimenti e gli obblighi previsti dal presente articolo, riguardano anche i pareri, decisioni, nulla osta e consimili atti di assenso o dissenso espressi dagli organi collegiali consultivi del comune (Commissione Edilizia, commercio, di vigilanza per i pubblici spettacoli, anziani, mercato quindicinale, Collegio dei Revisori dei Conti, nucleo di valutazione, servizio ispettivo, ecc.). In tal caso chi presiede l’organo e chi redige il verbale dello stesso sono corresponsabili della trasmissione dell’estratto del verbale al Presidente del Consiglio ed ai capi gruppi con le modalità previste dal presente articolo che deve essere effettuata entro cinque giorni. Le eventuali omissioni o ritardi degli adempimenti previsti dal presente articolo, possono essere sanate esclusivamente con l’attestazione per ricevuta ed accettazione in calce alla copia del provvedimento da parte del Presidente o capo gruppo.

Torna al Sommario del Regolamento