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Regolamento del Consiglio Comunale

CAPO II: INIZIO E CESSAZIONE DEL MANDATO ELETTIVO


Art. 20: Entrata in carica – convalida

  1. I Consiglieri Comunali entrano in carica all’atto della proclamazione della loro elezione da parte del Presidente dell’organo competente, ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
  2. Nella prima adunanza successiva all’elezione il Consiglio comunale, prima di deliberare su qualsiasi argomento, deve esaminare la condizione degli eletti e dichiarare, con l’osservanza delle modalità prescritte, la ineleggibilità di coloro per i quali sussiste una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla Legge procedono alla loro immediata surrogazione.
  3. Nel caso di successiva cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di Consigliere Comunale, si procede alla surrogazione nella prima adunanza che segue al verificarsi della stessa, prendendo atto della vacanza e convalidando l’elezione di colui che nella medesima lista ha riportato il maggior numero di preferenze dopo gli eletti, previo accertamento dell’insussistenza delle cause di ineleggibilità previste alla legge.

Art. 21: Dimissioni

  1. Le dimissioni dalla carica debbono essere presentate dai Consiglieri con comunicazione scritta e sottoscritta, indirizzata al Consiglio Comunale.
  2. Esse sono irrevocabili, immediatamente efficaci e non necessitano di prese d’atto.
  3. L’eventuale rinunzia del subentrante o la presenza di cause di ineleggibilità non alterano la completezza del Consiglio stesso.
  4. Non è prescritto che la comunicazione di dimissioni sia integrata da motivazioni. Se queste sono apposte devono essere formulate in maniera chiara ed esplicita.
  5. Le dimissioni non possono essere ritirate dopo che sono state presentate.
  6. Il Consiglio comunale procede alla surrogazione dei Consiglieri dimissionari nella prima seduta in conformità alla legge previo accertamento dell’insussistenza di condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità per il soggetto surrogante.

Art. 22: Decadenza e rimozione dalla carica

  1. Qualora nel corso del mandato si rilevi l’esistenza di una causa di ineleggibilità preesistente all’elezione e non rimossa nei termini e nei modi previsti dalla Legge, il Consiglio Comunale pronuncia la decadenza dalla carica del Consigliere interessato ai sensi selle vigenti disposizioni.
  2. I Consiglieri Comunali possono essere rimossi dalla carica quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di Legge.
  3. La rimozione è disposta dal Presidente della Regione su proposta dell’Assessore per gli Enti locali.
  4. I Consiglieri Comunali decadono dalla carica dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna per taluno dei delitti di cui al primo comma dell’art. 15 della legge 19 marzo 1990 n. 55, o da quella in cui diviene definitivo il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che commina una misura di prevenzione.
  5. Il Presidente del Consiglio avuto conoscenza di uno dei provvedimenti di cui ai precedenti commi convoca il Consiglio comunale che prende atto degli stessi ed adotta le deliberazioni conseguenti.
  6. La decadenza dalla carica di Consigliere per ripetuta e non giustificata assenza dalle adunanze consiliari è disciplinata dalla Legge e dallo Statuto Comunale. Verificandosi le condizioni previste la decadenza viene dichiarata dal Consiglio che esamina le eventuali giustificazioni, presentate per iscritto al Presidente dall’interessato, e decide conseguentemente.
  7. La surrogazione dei Consiglieri decaduti o rimossi dalla carica ha luogo nella stessa seduta nella quale viene dichiarata la decadenza, previo accertamento dell’insussistenza di condizioni di ineleggibilità o incompatibilità per il soggetto surrogante.

Art. 23: Sospensione dalle funzioni

  1. In attesa del provvedimento del Presidente della Giunta Regionale, l’Assessore regionale per gli Enti Locali può sospendere i Consiglieri per i quali è stata promossa la rimozione dalla carica per i motivi di cui al secondo e al terzo comma del precedente articolo.
  2. Il Presidente del Consiglio ricevuta copia del provvedimento assessoriale, convoca il Consiglio Comunale che prende atto della sospensione decretata. Il Consigliere comunale sospeso non può esercitare nessuna delle funzioni connesse e conseguenti a tale carica, sia nell’ambito del Comune, sia in enti, istituzioni ed organismi nei quali sia stato nominato in rappresentanza del Comune.

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